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Cronaca locale

«Più assumo, più tasse pago: il Cavaliere tagli l’Irap»

«Siamo contenti».

Che ha vinto Berlusconi?

«Che qualcuno abbia vinto. E di tanto. All’economia serve soprattutto stabilità. Finalmente ci sono solo quattro partiti, due governano e due fanno l’opposizione».

Aspettative?

«Moltissime».

Da dove si parte?

«Meno tasse per tutti».

Non molto originale. Lo chiedono gli insegnanti, gli operai, i liberi professionisti. E soprattutto lo promettono tutti in campagna elettorale.

«Molte meno tasse. Mica lo 0,5 per cento in meno. Le imprese lo chiedono e se lo aspettano da questo governo che sentono più amico».

Quali tasse?

«Lo ha detto anche il presidente Emma Marcegaglia, nel breve periodo detassazione degli straordinari e bonus. Tutte misure a basso costo che aiuterebbero il rilancio dell’economia».

Una ricetta applicabile?

«Destra e sinistra sono d’accordo sulla necessità di favorire l’aumento dei consumi e questo si fa aumentando gli stipendi. Con la detassazione si spinge il dipendente a lavorare di più e a produrre di più. E l’azienda a premiare la parte variabile dei salari».

Altre richieste al nuovo governo?

«Il credito d’imposta sulla ricerca e misure che favoriscano gli investimenti».

E nel lungo periodo?

«Una riduzione fiscale più elevata. Almeno il 50 per cento dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive e dell’Ire, l’imposta sul reddito. Se dobbiamo scegliere, meglio l’Irap».

Perché l’Irap?

«È più odiata perché non è deducibile ed è legata al numero dei dipendenti, al costo del personale. Più assumo, più imposte pago. È chiaro che questo non è un incentivo a creare nuovi posti di lavoro».

Voi imprenditori non volete mai pagare le tasse.

«L’imprenditore non è un evasore fiscale».

Sicuro?

«Anzi è contento di contribuire alle spese dello Stato, ma vuole farlo in proporzione accettabile rispetto a quanto guadagna».

Procediamo.

«Bisogna snellire la burocrazia. È inconcepibile che ci vogliano mesi per poter allargare un capannone, unire due uffici o aprire un ristorante. Ci sono troppi controlli».

Ma anche tanti furbi.

«Il metodo adottato dal governatore della Lombardia Roberto Formigoni è perfetto. L’autocertificazione e il silenzio assenso. L’attività intanto parte, poi arrivano i controlli».

Comodo.

«Non è vero. Così si responsabilizza l’imprenditore. Chi sgarra paga e la sanzione è anche peggiore perché chi imbroglia perde anche tutto quello che ha investito nell’avviamento della nuova attività. Essere fuorilegge non conviene proprio. L’autocertificazione è un’arma a doppio taglio».

Ici e bollo auto?

«Sono sgravi molto meno interessanti. In molte parti d’Italia l’imposta sulla casa già non si paga e il bollo auto si evade. Toglierle non inciderà sui consumi».

Malpensa e Alitalia?

«Il governo deve anche saper prendere decisioni dolorose senza guardare in faccia a nessuno. A cominciare dai sindacati».

Liberista?

«Air France è la più grande compagnia ed è dello Stato francese. Eppure fa utili. L’importante è essere efficienti. In Lombardia la sanità funziona e costa meno. In Campania non funziona e costa di più».

Giannino della Frattina

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