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"Più facile essere italiano all'estero che italiano in Italia"

Il cantante Sal Da Vinci in finale all'Eurovision: "La mia sfida? Iscrivermi all'Università"

"Più facile essere italiano all'estero che italiano in Italia"
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Di sicuro, l'altra sera nella prima semifinale dell'Eurovision, Sal Da Vinci (che non era in gara) ha ricevuto l'ovazione del pubblico della Wiener Stadthalle. Ma quanto l'affetto e la simpatia per il cantante napoletano, potrebbe portare alla vittoria, o almeno a salire sul podio, è sempre più incerto. L'emozione non gli ha permesso di dare il massimo, anche se è stato sostenuto da una coreografia d'impatto con la sposa in bianco, i ballerini-testimoni di nozze e l'abito che si trasforma in bandiera italiana. La sua melodia genuina, antica, popolare si è trovata in mezzo agli aggressivi brani proposti dai paesi scandinavi e da quelli dell'Est Europa che portano musiche e coreografie super tecnologiche progettate per raccogliere il massimo dell'appeal mondiale (sia delle giurie sia del televoto, che valgono al 50 per cento).

Non per nulla i bookmaker danno per favorita per la vittoria la Finlandia con il duo Pete Parkkonen e Linda Lampenius che con la canzone Liekinheitin hanno scosso l'arena con un violino indiavolato e lingue di fuoco.

Purtroppo non c'è stato nulla da fare per Senhit, la cantante italiana che correva per San Marino, neppure la presenza di Boy George l'ha trasformata in Superstar come canta il suo brano (ma San Marino vola con 200 milioni di contatti).

Stasera è la volta della seconda semifinale, sempre in onda su Raidue: si giocheranno il passaggio nella finale di sabato altri 15 paesi per 10 posti. E ci sarà ancora un po' di Italia: per la Svizzera si esibisce Veronica Fusaro, padre calabrese.

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