da Roma
Italiani si diventa, ma senza fretta. Forza Italia boccia il disegno di legge Amato sul diritto di cittadinanza riconosciuto agli immigrati dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese, lancia una petizione per chiedere al governo di fare dietro front sul tema e presenta una propria proposta, decisamente più esigente anche rispetto allattuale normativa: tempo raddoppiato e un test che dimostri la conoscenza dellItalia da parte dellaspirante italiano.
Per illustrare i perché del «no» azzurro al disegno di legge che porta il nome del ministro dellInterno, ieri mattina a Montecitorio cerano lex presidente del Senato, Marcello Pera, il coordinatore di Fi, Fabrizio Cicchitto, e i parlamentari azzurri Jole Santelli (componente della commissione Affari costituzionali, dove è in discussione la proposta del governo) e Antonio Palmieri (responsabile del sito web di Forza Italia che ospita la petizione on line). Lex primo inquilino di Palazzo Madama ha stigmatizzato duramente il disegno di legge Amato. Laccelerazione del termine per ottenere la cittadinanza è considerato da Pera un grosso errore, frutto di una grave confusione che porta a una «svendita in cambio di unintegrazione presunta». Mentre «concedere la cittadinanza - sottolinea lex presidente del Senato - significa concedere sovranità in un Paese libero e democratico a quanti appartengono a una stessa comunità nazionale condividendone principi e valori».
Dunque non «un passaporto» né una generica «ospitalità, solidarietà sociale o integrazione». Limpronta della proposta governativa, prosegue il senatore, è di apertura indiscriminata: i soli cinque anni richiesti agli stranieri per diventare cittadini italiani sono un segnale in chiara «controtendenza rispetto al resto dEuropa», dove molti stati membri valutano modifiche in senso restrittivo alle normative in tema dimmigrazione, anche perché, «come dimostrano le banlieue parigine», certi modelli di multiculturalismo «sono di fatto falliti». Lobiettivo, dunque, è «fermare questo disegno di legge». Anche grazie alla petizione popolare lanciata da Forza Italia, la prima nella storia degli «azzurri», che sia Pera che il responsabile internet del partito Palmieri definiscono come «prove tecniche di referendum». Il traguardo, con lo slogan «Italiani in cinque anni? No, grazie», è raccogliere mezzo milione di firme entro fine anno. Si può scegliere di aderire on line oppure di stampare un modulo per raccogliere fino a dieci firme da spedire poi per posta o fax.
Al modello del centrosinistra, Forza Italia contrappone poi una proposta di modifica della legge sulla cittadinanza di segno opposto. Daltra parte, osserva Cicchitto, il disegno di legge di Amato è «uniniziativa dissennata, e mi stupisce arrivi da un uomo che è invece solitamente saggio», per di più in un momento che - ricorda il coordinatore azzurro, è particolarmente delicato sul fronte della minaccia del terrorismo. A illustrare la proposta di Fi, «non contro limmigrazione ma per una corretta integrazione» è Jole Santelli, che dopo aver ricordato come il disegno di legge di Amato abbia avversari anche allinterno del centrosinistra, spiega come sia necessario, per esempio, che chi chiede la cittadinanza italiana rinunci alla propria, poiché «non si può giurare fedelta alla costituzione italiana e al contempo alla Sharia». Una «stretta» a maglie «troppo larghe» che, giura la Santelli, sarà un incentivo per chi ha davvero scelto il nostro Paese come patria. Per farlo, propone Forza Italia, serviranno 10 anni di residenza «stabile e legale», che scendono a tre quando limmigrato sposa un cittadino italiano. Per chi nasce in Italia la cittadinanza arriva solo a 18 anni, e dopo la scuola. Per dirla con Pera, nascere in un posto «non basta, bisogna crescere, respirando lo spirito e la cultura di una nazione».
«Più rigore per la cittadinanza»
Una petizione chiederà norme più severe per diventare italiani
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