Il piano del governo: così vinceremo l’influenza

La notizia buona del viceministro alla Salute Ferruccio Fazio: «La pandemia, con i duemila casi accertati, si conferma non grave e dovrebbe essere debellata entro aprile 2010». Quella cattiva. «Durante le vacanze di Natale si ammaleranno dal milione e mezzo ai tre milioni di italiani che per 15 giorni resteranno forzatamente a letto».
Fazio snocciola dati e cifre al termine della riunione del comitato di crisi sull'influenza A, dove hanno partecipato rappresentati delle regioni, medici di base, di pronto soccorso, pediatri. E da questa riunione tutti sono usciti soddisfatti. «L’incontro è andato bene, anche per gli aspetti di governo della materia, il metodo è quello giusto» ha puntualizzato Enrico Rossi, assessore alla Salute della Toscana e coordinatore degli assessori regionali alla Sanità. Dunque, per fronteggiare la pandemia si parte con il piede giusto. Massimo coordinamento sui diversi fronti, dalle scuole al piano vaccinale, a quello organizzativo. Ecco le regole.
Un decalogo nelle scuole. Si era parlato di rinvio dell’apertura dell’anno scolastico. Inutile, se il picco pandemico slitta in pieno inverno e proprio nel periodo in cui le scuole chiuderanno per le vacanze di Natale. Così ieri Fazio ha rassicurato genitori e studenti: «Non ci sarà alcuna chiusura generalizzata delle scuole a causa della nuova influenza. Ma si potranno ipotizzare delle chiusure mirate in quegli istituti in cui vengano accertati almeno tre casi di nuova influenza». Per elaborare il «piano di chiusura selettiva, dunque mirata, delle scuole - ha continuato Fazio - è stato creato un gruppo di lavoro misto con rappresentanti del ministero della Salute e di quello dell’Istruzione». Il gruppo di lavoro elaborerà, inoltre, un decalogo che sarà distribuito nelle scuole e che conterrà una serie di regole, anche di prevenzione a cui gli istituti dovranno attenersi.
Il piano vaccinale. Entro ottobre saranno disponibili 48 milioni di dosi di vaccino utili per 24 milioni di persone. Una spesa che sarà interamente a carico dello Stato (il vaccino potrà costare fino a 20 euro a dose). Il primo step prevede di vaccinare gratuitamente il 40% della popolazione italiana. A partire da metà novembre, saranno sottoposti al trattamento 8 milioni e 700mila persone. Si tratterà delle categorie a rischio (cardiopatici, asmatici, obesi) e degli operatori dei servizi essenziali. A gennaio 2010 ci sarà il secondo step, con altre 16 milioni di dosi che verranno somministrate a partire dal 31 gennaio, alla fascia 2-27 anni. Attualmente, infatti, i test dei vaccini contro la nuova influenza non sono ancora sufficientemente testati per la somministrazione a donne incinte e ai bambini che, quindi, dovranno mettersi in coda per essere immunizzati. Il programma di prevenzione pandemico correggerà però, quello dell’influenza stagionale: «I vaccini saranno disponibili entro il 15 novembre forse anche prima – spiega Fazio -. Stiamo preparando un piano logistico dettagliato per la distribuzione dei vaccini alle regioni. Il ministero, però, sta valutando di posticipare la vaccinazione per l'influenza stagionale per non creare sovrapposizioni con quella pandemica».
Dove si troverà il vaccino. Saranno i medici di base e i pediatri a vaccinare i propri pazienti. E la loro prestazione sarà rimborsata dalle regioni. Dal punto di vista organizzativo, infatti, le regioni distribuiranno il vaccino ai medici e questi ai pazienti sulla base delle categorie indicate dei malati e della loro storia clinica. E quando arriverà l’influenza scatterà il piano organizzativo-assistenziale.
Anche la Ue si mobilita. Parallelamente, anche l'Europa si organizza per far fronte alla pandemia. I ministri della Sanità dei 27 si riuniranno in via straordinaria il 12 ottobre, probabilmente a Bruxelles. Lo ha riferito il ministro svedese Maria Larsson, attuale presidente di turno dell'Unione. Saranno affrontate diverse questioni, dall'accesso ai vaccini al loro reperimento per i Paesi che hanno necessità di un sostegno. «Nessun Paese potrà evitare di essere colpito dalle conseguenze della nuova influenza, ma gli Stati europei sono ben preparati» ha detto il ministro.

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