«La mia amministrazione invertirà la dipendenza dal petrolio che importiamo dai Paesi arabi. Costruiremo una nuova politica energetica che creerà milioni di posti e limiterà il consumo di carburante e le emissioni delle auto». Così ha esordito, ieri, il presidente Barack Obama presentando la sua prima legge federale che punta a tagliare drasticamente il consumo di carburante delle autovetture prodotte negli Usa a partire dal 2011.
In pratica «dovranno avere un consumo medio di 35 miglia a gallone - ha spiegato - ossia 16 chilometri al litro». Un brutto colpo per le «Big Three» di Detroit che, secondo il Wall Street Journal, in questo momento possono contare su una gamma, quella prodotta in Usa, che non risponde a tali aspettative. Da qui lesigenza, per Gm e Ford, di portare in America la produzione dei veicoli «made in Europa», in attesa che Chrysler definisca gli accordi con Fiat, in possesso della gamma più efficiente. «Attualmente - ha proseguito Obama - il 51% del nostro consumo arriva dai Paesi arabi, in 10 anni saremo indipendenti. Nel 2008 gli Usa hanno speso circa 700 miliardi soltanto per importare greggio dallestero.
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