Per le due palazzine di 4 piani da realizzare con una Scia per "ristrutturazione edilizia" fra la fermata MM Cenisio e lo Scalo Farini i costruttori avevano autodeterminato un importo di 300mila euro per "monetizzazioni" degli standard. Per giudici tuttavia bene ha fatto il Comune a chiedere invece 394.177,83 euro perché "è indubbio il conseguente aggravio del carico urbanistico" che deriva dalla demolizione di palazzi a uso uffici e industriale che vengono trasformati in edifici a "destinazione a residenziale" più grandi e che quindi "comportano una presenza umana stabile che le precedenti destinazioni non contemplavano". È stato scritto ieri un nuovo capitolo della vicenda giudiziaria sull'urbanistica: il Tar della Lombardia ha respinto il ricorso dei costruttori della Perego 9 srl, la società immobiliare che in piazza Perego angolo via Stilicone ha trasformato due edifici, di 1 e 2 piani, in palazzi residenziali di 4 piani. Nel ricorso si chiede l'annullamento del provvedimento dell'Unità oneri di urbanizzazione di Palazzo Marino che aveva ritenuto "erroneo", e al ribasso, il calcolo degli oneri di urbanizzazione proposto dagli sviluppatori immobiliari per circa 94mila euro.
Ma dalla sentenza dei giudici della seconda sezione Giovanni Zucchini, Rocco Vampa e Laura Patelli emerge come, attraverso lo strumento della Scia, la Perego 9 srl avesse autodeterminato gli oneri per l'intervento edilizio in poco più di mezzo milione di euro. Per i giudici amministrativi invece bisogna "valutare l'incidenza sull'assetto del territorio di un intervento edilizio in maniera "globale" e non "atomistica" per comprenderne "l'impatto effettivo".