Piccoli geni del web, ricchi a 15 anni

A sedici anni Andrea si è inventato un sistema di collegamento al web da far concorrenza alla Telecom. Nicola, stessa età ha lanciato «Twittami». Marco ha fondato un centro di formazione online che è già arrivato a 9 mila iscritti e Jessica, 14 anni ha messo su MySpace le sue registrazioni canore diventando una star. Se siete genitori di un ragazzino che passa più tempo digitando che leggendo, se il vostro motto casalingo è «spegni quel computer» leggete queste storie e meditateci su: questi ragazzi si sono inventati idee on-line e ora guadagnano più dei loro genitori. Piccole storie di successo nostrano dove i protagonisti appartengono alla generazione dei «nativi digitali». Chi sono? Chi è cresciuto con la tecnologia, chi ha imparato a scrivere sulla tastiera di un computer prima che su un foglio di carta, chi senza uno smart phone si sente perso. Chi dà per scontato che la sua macchina fotografica sia digitale e chi, al telefono, preferisce parlare gratis con Skype. Chi ha smesso di comprare i giornali e s'informa sulla rete, chi non consulta più l'enciclopedia ma Wikipedia. Chi ha un profilo su Facebook ed è abituato a scrivere messaggi con meno di 140 caratteri su Twitter. In contrapposizione agli altri, gli «immigrati digitali», adulti che hanno avuto il piacere di conoscere il mondo e di abitare case dove il computer ancora non c'era. A selezionare le «eccellenze» tecnologiche del nostro Paese ci ha pensato la rivista specializzata Wired che tramite un casting su Internet li ha scovati. Ragazzi per i quali Internet non è solo una chattata o un blog, ma fonte di ispirazione. Prendiamo Andrea Lo Pumo, per esempio, faceva ancora la quinta liceo a Catania quando tre anni fa ha proposto il suo progetto alla Itu, l'associazione delle grandi società mondiali di telecomunicazione, un'idea che l'Unesco ha già definito come «una delle tecnologie che potrebbero abbattere il digital divide nel pianeta». Netsukuku così l'ha battezzata «è un sistema di routing sperimentale di tipo peer-to-peer nato per costruire una rete distribuita e anonima, non necessariamente separata da Internet, ma realizzata senza il supporto di alcun server». Detto in altri termini: è una tecnologia che permette a tutti gli utenti di collegarsi a internet senza doversi rivolgere a un provider in una sorta di grande rete dove tutti i computer dialogano fra loro senza passare per un gestore esterno. Il nome Netsukuku, ad Andrea è venuto «perché ancora inesistente sul web, nei motori di ricerca dava zero risultati», racconta. All'Itu lo hanno preso sul serio, Netsukuku è entrato nel «Golden Book», il libro d'oro dei progetti che possono diffondere le tecnologie fra coloro che oggi ne sono esclusi. Ora Andrea ha 22 anni, si è laureato in matematica e ha ricevuto da Telecom Italia una borsa di studio per seguire un master a Cambridge. Nicola Greco ha 16 anni ed è l'inventore di «Twittami». Grazie a questo programma i twitteriani possono votare e selezionare gusti e interessi. In questo modo si ottengono sondaggi tra una popolazione composta prevalentemente da adolescenti. Dopo il successo di Twittami, Nicola sta studiando una nuova forma di pubblicità sulla rete. Salvatore Aranzulla, è un po' più vecchio, ha «già» 19 anni e vive a Caltagirone. Nel suo curriculum racconta di essere stato un hacker, di aver violato i sistemi di sicurezza di alcuni grandi portali internet: Google, Microsoft, Poste Italiane. E sarà vero visto che nessuno l'ha mai smentito. Lo potete trovare con il suo blog su Virgilio.it in cui dà consigli su come imparare a usare Internet evitandone i rischi e le possibili insidie. «Mi vergogno a dirlo - racconta - ma a quindici anni guadagnavo più di mio padre». Salvatore è infatti riuscito a farsi sponsorizzare le pagine con le sue risposte (gratuite) ai visitatori del blog. Ora ha avviato anche una sua impresa con il sito Saperlo.it che continua a sfruttare «i banner pubblicitari per monetizzare i contributi forniti gratuitamente su Internet» un'enciclopedia di conoscenze composta da guide scritte dagli utenti. Marco De Rossi, classe 1989, nel 2004 ha aperto in Internet una scuola privata senza scopo di lucro, dove docenti volontari tengono corsi online. Inizialmente le lezioni erano dedicate solo all'informatica, ma adesso il campo si è allargato ad altre materie: storia, politica, economia. Si chiama Oilproject. Digitare per credere. Oilproject fa 40 mila ore di lezioni al mese tutto su base volontaria. E infine Jessica Brando. Quattordici anni e un sogno, quello di cantare. Niente XFactor per lei, ma solo la rete dove è una star. Come ha fatto? Ha filmato i suoi video e poi li ha messi su MySpace. Un successo, tanto che la Emi, manco a crederlo, sta producendo il suo primo disco. Cari genitori, lasciateli digitare.
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