Piemonte Sindaco vieta il burqini: «Spaventa i bambini e non è igienico»

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Varallo Sesia, comune piemontese di poco più di settemila anime. Il primo cittadino della Lega Nord, Gianluca Buonanno, vieta con un’ordinanza il burqini in piscine, fiumi e torrenti del paesello. Apriti cielo, scoppia il finimondo. Scende in campo anche l’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche in Italia. Il tutto per 500 euro, la sanzione prevista per chi sfoggerà il costume intero unito a un copricapo.
«La vista di una “donna mascherata” - spiega il sindaco Buonanno - potrebbe creare turbamento, soprattutto tra i più piccoli, senza parlare poi di eventuali problemi igienici. Noi non ci inchiniamo alle usanze che non sono proprie della nostra civiltà. Immaginiamo una donna occidentale in bikini in un paese musulmano: rischierebbe grosso. Noi ci limitiamo a vietare l’uso del burqini, ma se qualcuno proprio vorrà indossarlo lo potrà fare nella propria vasca da bagno».
Parole che hanno provocato la reazione della suscettibile Ucoii, che per bocca del portavoce Elzir Ezzedine ha duramente criticato il sindaco piemontese. «Che si venga a fare un giro in Marocco. Potrebbe verificare che le donne vanno in spiaggia come vogliono. E poi in quasi tutte le piscine italiane è previsto l’uso di un copricapo (la cuffia, ndr), perché ora questa contraddizione? Noi rispettiamo le scelte democratiche, ma questo sindaco non rappresenta la civiltà».
Bufera anche su Cristiano Esposito, primo cittadino leghista di Capriate San Gervasio, nel bergamasco. Esposito ha vietato l’apertura di locali e rivendite di kebab in centro, innescando polemiche a non finire con l’opposizione. «Ma il divieto vale anche per pizzerie gestite da italiani ed è stato fatto con l’obiettivo di preservare il borgo storico, dove non ci sono parcheggi e vogliamo evitare il sovraffollamento. Mica per penalizzare gli extracomunitari», si difende il sindaco.

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