Di Pietro: «Il dividendo è denaro dei contribuenti»

Schema28: «Nessun onere per l’Italia dalla fusione» Confindustria: decreto da cambiare

da Milano

Botta e risposta Di Pietro-Autostrade. Materia del contendere, il maxi dividendo che la società ha intenzione di distribuire per poter effettuare un concambio paritario con Abertis. Per il ministro sono «soldi dei contribuenti», mentre Schema28, controllante di Autostrade, replica che dalla fusione non verrà nessun onere per la collettività. La scintilla è stata accesa da Antonio Bargone, oggi presidente della Sat (la società del gruppo Autostrade che dovrebbe costruire e gestire la Livorno-Civitavecchia), dieci anni fa sottosegretario ds ai Lavori pubblici. In un’intervista al Sole- 24 ore, l’antico collaboratore di Di Pietro ha criticato - come del resto ha fatto Confindustria in una nota - le nuove norme sulle concessioni contenute nel decreto fiscale: «Bloccheranno gli investimenti». Non è vero, ribatte il ministro delle Infrastrutture, per Autostrade non è cambiato nulla, « salvo che ora c’è un controllo vero: anzi mi pare stiano predisponendo un maxi indebitamento per distribuire un dividendo extra. Prelevino meno», conclude Di Pietro. Immediata la replica di Giuseppe Piaggio, presidente di Schema 28: il debito per il dividendo, post fusione, sarà di Abertis e non di Autostrade per l'Italia. Il rimborso arriverà «dai flussi di cassa netti futuri provenienti dalle attuali attività di Abertis in Spagna e Francia, che sono più di 3 volte superiori a quelli generati da Autostrade per l'Italia».

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