Arriva il nuovo "lodo Grasso": un governo a guida Tria

Un "governo elettorale" guidato dal ministro dell'Economia Giovanni Tria. Prevede questo il nuovo "Lodo Grasso" lanciato oggi dall'ex Presidente del Senato

Arriva il nuovo "lodo Grasso": un governo a guida Tria

Un "governo elettorale" guidato dal ministro dell'Economia Giovanni Tria. Ecco il nuovo "Lodo Grasso" che l'ex Presidente del Senato espone in un'intervista al Corriere della Sera.

Per Pietro Grasso l'alternativa alle urne c'è ed è questa: nessuno scioglimento delle Camere, ma un governo che duri fino alle elezioni e "che potrebbe non avere la fiducia ma resterebbe in carica per gli affari correnti: gestirebbe il voto e avrebbe anche il dovere di preparare una legge di Bilancio al minimo, in caso entro la fine dell'anno non si formi un nuovo governo". Solo così si metterebbero in sicurezza "le istituzioni, la correttezza del voto e i conti pubblici". Non "un accrocchio" un esecutivo la cui nascita sarebbe guidata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Quanto a Matteo Salvini se "vincerà le elezioni farà la manovra, ma se le urne dovessero rivelare sorprese, cosa possibile, sarà fondamentale avere un governo di garanzia già in carica per fare una manovra che eviti l'aumento dell'Iva". Prima di tutto questo, però, è necessario partire dalla fase 1 del "Lodo Grasso", ossia far cadere Conte senza sfiduciarlo. Ma se Forza Italia non ci sta, i passaggi saranno diversi: "comunicazioni di Conte in Senato e, prima del voto, dimissioni presentate al Quirinale in modo da rendere possibile un nuovo governo", spiega l'esponente di LeU.

Secondo Grasso, poi, si dovrebbe anche cambiare il Rosatellum per togliere "il boccino dalle mani di Salvini" che l'ex presidente del Senato attacca anche dalla sua pagina Facebook: "Se Cinque Stelle, Pd e Misto sono scaltri, Salvini non potrà vincere questa partita e umiliare il Parlamento col suo 17% di voti". Entrando poi nel tecnico, Grasso ipotizza quali saranno le tempistiche. Probabilmente nella riunione dei capigruppi prevarrà la data del 20 agosto "ma siccome non ci sarà unanimità potrebbe essere convocata l'Aula per domani in modo che si voti sul calendario, magari sfruttando le possibili assenze e provando a ribaltare il risultato ottenuto in capigruppo". Dal momento che il centrodestra a Palazzo Madama non ha i numeri per imporsi"basterà contarsi prima. "Se i senatori di centrodestra sono meno degli altri si potrà votare il calendario in Aula, e fissare la discussione per il 20 agosto (o il 21, o il 22…). Se invece sono di più, se gli altri non entreranno in Aula il centrodestra non avrà mai il numero legale per il blitz, e saranno costretti a rimandare di giorno in giorno l'Assemblea", scrive Grasso. E conclude: "In questo modo Salvini, ogni giorno più nervoso e contestato, capirà che il Parlamento non è a sua disposizione".

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