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"The Pitt 2", più dura ma anche più umana

I dettagli della nuova stagione. Noah Wyle: "Attenti all'attualità"

"The Pitt 2", più dura ma anche più umana
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Se siete deboli di stomaco, ogni tanto dovrete chiudere gli occhi per qualche minuto. Perché guardare The Pitt è come stare dentro un pronto soccorso, accanto ai medici e agli infermieri nelle sale operatorie oppure vicini di letto di pazienti sfracellati da sparatorie, di un ragazzo mezzo morto per via del Fentanyl o di una bambina con segni di abuso. Insomma, se amate i medical drama, non dovete perdervi la seconda stagione della serie fenomeno del 2025 in arrivo in tutto il mondo l'8 gennaio e in Italia il 13, giorno di debutto di HBO Max. The Pitt 2 è uno dei fiori all'occhiello della nuova piattaforma voluta da Warner Bros.Discovery che, insieme ad altre serie come The Industry e A Knight of the Seven Kingdoms, riunisce film e serie della grande casa di produzione americana e segna lo sbarco del nuovo e agguerrito concorrente streaming nel mondo della pay tv italiana.

La seconda stagione di The Pitt è ancora più realistica, dura, cruda, precisa e, nel contempo, umana, compassionevole, coraggiosa, ed è destinata a replicare il successo della prima. La struttura è la stessa: una ripresa quasi documentaristica del lavoro dei medici in un pronto soccorso di Pittsburgh (da cui The Pitt) durante un solo turno diurno di 15 ore. Ogni episodio (rilasciato uno a settimana) racconta un'ora di "inferno" in corsia. Protagonista è sempre il dottor Michael Robby Robinavitch, interpretato da Noah Wyle, vincitore di un Emmy per il ruolo e storico attore di E.R. Medici in prima linea, quand'era nei panni del timido dottor Carter insieme all'indimenticabile dottor Ross, George Clooney. E The Pitt è la naturale evoluzione (tanto che c'è stata una causa legale per plagio) di E.R., ma con tecnologie, espedienti scenici e sceneggiatura molto più moderni. Tra le due serie, c'è di mezzo il Covid, spartiacque epocale nel mondo medico.

E se Robby-Wyle è il primario che ancora conserva la passione per il suo lavoro e l'empatia con i malati, nonostante rabbia, frustrazione, disillusione e cinismo, attorno a lui si muove una squadra di colleghi e infermieri che, come un'orchestra, suona all'unisono. Precisione e velocità salvano vite in un pronto soccorso frenetico dove passa l'umanità americana: un miscuglio di storie, etnie, ceti sociali sullo sfondo di una diminuzione progressiva dell'assistenza sanitaria, della battaglia per aiutare i pazienti poveri e della cronaca come l'antisemitismo, le sparatorie, le gang.

Per rendere ancora più credibili le scene, sul set ci sono medici e infermieri veri che insegnano agli attori come operare, corpi nudi senza censure e organi in primo piano.

Il creatore R. Scott Gemill, in conferenza da Los Angeles, spiega: "Noi prepariamo le stagioni confrontandoci con molti esperti in vari campi della medicina, dai cardiologi fino ai terapisti mentali, ci facciamo raccontare tanti casi ed episodi e come sta cambiando il loro lavoro". Il produttore John Wells aggiunge: "L'assistenza sanitaria americana è in grave crisi: esclude dalle assicurazioni tra otto a dieci milioni di persone, il che significa che non ricevono l'assistenza primaria. Quindi, purtroppo, ci sono molte storie da raccontare". Noah Wyle, che è anche autore, regista e produttore della serie, spiega le differenze con E.R: "Una delle prime cose che abbiamo fatto è stata prendere un'enorme lavagna cancellabile e scrivere tutto ciò che non avevamo fatto su E.R. e di cui si poteva parlare oggi. Siamo rimasti stupiti dalla velocità con cui abbiamo riempito quella lavagna, che si trattasse di parlare di diritti dei trans, di armi, di violenza armata, di carenza di infermieri, di immigrazione".

Alla fine, l'obiettivo della serie, oltre a intrattenere il pubblico, è anche quello di lanciare un messaggio sociale: ritrovare fiducia nell'apparato

sanitario e smettere di credere alle bufale on line. Wyle supplica gli spettatori di evitare di "assumere farmaci che non siano prescritti" e sottolinea "quanto stia diventando drammatico il problema Fentanyl in America".

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