«Pneumatici invernali Stagione all’insegna di un autentico boom»

Mettete sul piatto un inverno un po’ pazzo, aggiungete un profluvio di ordinanze in ordine sparso, triplicatesi rispetto al 2010 fino al bel numero di 250 in tutta la Penisola, condite gli obblighi di circolare con pneumatici invernali o catene a bordo con i rigori della crisi economica, e quel che servite si avvicina parecchio al caos. Già sperimentato a febbraio in una Roma imbiancata, come pure sulle autostrade delle regioni del centro bloccate dopo le forti nevicate dello stesso periodo, e assai vivo nel disorientamento degli automobilisti. «Completato - dice Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma, il sodalizio delle imprese di settore - dalla revoca anticipata, in corrispondenza con l’innalzarsi delle temperature a marzo, delle ordinanze che alcuni gestori di strade e autostrade hanno giustificato con improbabili aumenti di consumi ed emissioni di CO2; prima che riemergesse il clima invernale».
È così difficile armonizzare il calendario?
«Auspichiamo l’uniformazione dei periodi di vigenza, almeno per aree climatiche omogenee. Da parte nostra solleciteremo le istituzioni a semplificare le norme e applicarle in modo coerente e per ambiti temporali uguali per tutti, senza però introdurre obblighi indiscriminati su scala nazionale».
Tra pneumatici e catene a bordo esiste un’equivalenza giuridica, ma i due prodotti non sono certo intercambiabili... «Condividiamo l’equivalenza in una logica di prevenzione, ma poi, sotto il profilo tecnico e prestazionale, come più volte dimostrato, è necessario distinguere. È infatti impensabile che, dopo una spruzzata di neve, si viaggi in autostrada da Milano a Bologna con le catene, a 30-40 chiloemtri l’ora, intralciando il traffico, anziché con pneumatici invernali. Tanto più che, stando ai dati di Autostrade per l’Italia, chi varca i caselli lo fa per percorrere in media una settantina di chilometri. L’impiego delle catene è invece una risposta a situazioni di emergenza».
Molti automobilisti hanno pensato soltanto a evitare sanzioni e acquistato catene da riporre nel bagagliaio, invece di dotarsi di un più costoso treno di invernali...
«Le ordinanze sono state vissute come un’ulteriore gabella e non come provvedimenti legati alla sicurezza stradale: ecco spiegato, complice la crisi, l’atteggiamento di chi ha ritenuto così, sbagliando, di limitare i danni».
Grazie all’uso degli invernali è migliorata la sicurezza?
«Non esistono cifre ufficiali, ma le dichiarazioni degli amministratori locali, come gli assessori al Traffico di Como e Varese, concordano sulla forte riduzione dell’incidentalità rispetto al passato. Certo, le dimostrazioni pratiche che organizziamo ogni anno sgombrano ogni dubbio».
Una tra tutte?
«Il test con tre Alfa Romeo Giulietta rispettivamente munite di quattro invernali, quattro estivi, ed estivi con catene sull’asse di trazione, impegnate in una frenata d’emergenza a 45 chilometri orari su strada leggermente innevata: spazi di arresto drammaticamente diversi, con la prima capace di fermarsi in 12 metri, contro i 65 della seconda e i 31 della terza».
In aree come il CentroSud gli pneumatici «all-season» (marchiati M+S e dunque a norma) possono sostituirsi al doppio treno di gomme?
«È una soluzione di compromesso che non può essere ottimale né d’estate né d’inverno».
Qual è il bilancio delle vendite di invernali?
«Quasi 8 milioni di pezzi contro i 6,5 dell'inverno 2010-11. Stimiamo che oggi il 20% del parco circolante usi un doppio treno di pneumatici».

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