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Energia, cinque Paesi Ue chiedono una tassa sugli extraprofitti: c'è anche l'Italia

Italia, Spagna, Germania, Portogallo e Austria scrivono a Bruxelles con l’obiettivo di alleggerire il peso della crisi su consumatori e contribuenti

Energia, cinque Paesi Ue chiedono una tassa sugli extraprofitti: c'è anche l'Italia
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La crisi internazionale torna a spingere l’energia al centro del confronto europeo. E stavolta la risposta arriva direttamente da cinque capitali dell’Unione. Italia, Spagna, Germania, Portogallo e Austria hanno infatti chiesto a Bruxelles di valutare una tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche, con l’obiettivo di alleggerire il peso che i profitti straordinari derivanti dalla guerra rischiano di scaricare su cittadini e contribuenti.

La mossa dei cinque Paesi

A rendere nota l’iniziativa è stato il ministro dell’Economia spagnolo Carlos Cuerpo, che ha affidato al proprio profilo X il contenuto della richiesta condivisa con gli altri ministri europei. Nel messaggio, Cuerpo spiega che insieme a Markus Marterbauer, Joaquim Miranda Sarmento, Lars Klingbeil e Giancarlo Giorgetti è stato chiesto alla Commissione europea di valutare uno strumento temporaneo di solidarietà.

La richiesta a Bruxelles

Il cuore della proposta è tutto in una formula: far sì che le compagnie energetiche contribuiscano attraverso i profitti straordinari maturati per effetto della guerra. Secondo quanto riportato nel messaggio del ministro spagnolo, questo meccanismo servirebbe ad alleviare l’onere che grava su consumatori e contribuenti, riportando così al centro del dibattito europeo il tema di una redistribuzione dei costi della crisi.

La lettera a Hoekstra

La richiesta dei cinque ministri è stata indirizzata alla commissaria europea per il Clima, Wopke Hoekstra.

Un passaggio formale che conferma la volontà politica di aprire un dossier a livello Ue su una misura straordinaria nel settore energetico. La proposta, così come emerge dal lancio Adnkronos, punta dunque a un intervento temporaneo di solidarietà, pensato per rispondere agli effetti economici della guerra.

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