L'aumento delle entrate fiscali degli ultimi anni spesso "viene associato a un aumento dei livelli impositivi sui lavoratori. Un'associazione, vorrei sottolineare, che non è corretta". Così il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti all'evento alla Camera per i 25 anni dell'Agenzia delle Entrate. "Tale crescita delle entrate è stata, tra l’altro, sostenuta dall’incremento dell’occupazione e dei salari, così come dai progressi ottenuti nell’emersione del lavoro nero. È importante quindi sottolineare che, nonostante l’incremento delle entrate, il Governo non ha aumentato i livelli impositivi - ha aggiunto il ministro -. Al contrario, sin dal suo insediamento, ha ridotto progressivamente il cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti per le fasce economiche più deboli e poi le aliquote Irpef, destinando nel 2025 e 2026, con le ultime due leggi di bilancio, circa 21 miliardi a favore, principalmente, delle fasce di reddito medio-basse".
I risultati conseguiti nel 2025 nel contrasto all'evasione fiscale "non rappresentano un punto di arrivo, ma una base solida su cui continuare a costruire. La sfida che abbiamo davanti è consolidare nel tempo il rafforzamento delle entrate derivante dal contrasto all'evasione, rendendolo stabile e strutturale", ha sottolineato il ministro. "In questo percorso, il miglioramento della compliance fiscale e l'efficacia della riscossione si affiancano a un altro pilastro fondamentale dell'azione di Governo: il monitoraggio attento e continuo della spesa pubblica. - ha aggiunto - Il rafforzamento delle entrate e il presidio della dinamica della spesa rappresentano, infatti, due elementi inscindibili della stessa strategia di responsabilità fiscale, centrali per il rispetto del percorso della spesa netta previsto nel Piano strutturale di bilancio di medio termine. Solo attraverso questo equilibrio è possibile garantire un adeguato volume di investimenti e dare piena attuazione agli impegni assunti, senza compromettere la stabilità finanziaria del Paese. Il contrasto all'evasione non è dunque soltanto uno strumento di recupero di risorse, ma una leva strutturale di buona governance della finanza pubblica, che rafforza la fiducia dei cittadini, tutela i contribuenti corretti e crea le condizioni per una crescita più equa e duratura".
L'intervento della premier Meloni
"Oggi si presentano anche i dati sull’attività di contrasto all’evasione fiscale portata avanti nel 2025 e da questi dati emerge una buona notizia: la somma recuperata l’anno scorso ha raggiunto la cifra record di 36,2 miliardi di euro. È il dato più alto di sempre, oltre il 43% in più rispetto al 2022, quando il Governo si è insediato". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video messaggio all'evento per i 25 anni dell'Agenzia delle Entrate alla Camera. "Nel triennio 2023-2025 - ha sottolineato la premier - abbiamo recuperato oltre 100 miliardi di euro: risorse preziose, che da un lato ci aiutano a tenere i conti in ordine e dall’altro ci permettono di finanziare interventi a favore delle famiglie e delle imprese". "Sono risultati frutto di una visione chiara che il Governo ha portato avanti fin dal primo giorno: sanzionare chi vuole fare il furbo, aiutare chi è onesto ma che si trova in difficoltà e va messo nelle condizioni di poter pagare ciò che deve".Meloni ha fatto poi riferimento "all’odioso fenomeno delle attività 'apri e chiudi', ovvero quelle attività che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo, non pagando tasse e contributi, e poi riaprendo con un altro nome", nel 2025 "sono state cessate d’ufficio oltre 12 mila partite Iva “apri e chiudi”, più del doppio rispetto al 2024". Mentre per quanto riguarda, invece, il blocco e il sequestro dei crediti fittizi, "oltre 5,6 miliardi di euro, tra bonus edilizi irregolari, compensazioni indebite e rimborsi Iva non dovuti".
"Stiamo lavorando per costruire un nuovo rapporto tra lo Stato e i cittadini, basato sulla fiducia e sulla collaborazione. Questo approccio, fondato su una politica di bilancio che non disperde le risorse ma le concentra sulle priorità degli italiani, ci ha permesso di riportare i conti dello Stato in ordine e di ridurre significativamente il deficit, di abbassare le tasse col taglio del cuneo fiscale e la riduzione dell’Irpef, di difendere il potere d’acquisto dei salari e di incentivare chi crea occupazione in Italia. E, soprattutto, ci ha portato ad approvare quella riforma fiscale che l’Italia aspettava da oltre mezzo secolo e che non era più rinviabile", ha aggiunto. Per Meloni è "una riforma fondamentale, contenuta nel programma di governo e alla quale stiamo dando molto rapidamente attuazione. Finora abbiamo approvato 18 decreti legislativi e 6 testi unici, e siamo in dirittura d’arrivo per definire il codice tributario, strumento che riordinerà definitivamente una materia per troppo tempo trascurata".
"L’impegno che il Governo intende rispettare è quello di consegnare agli italiani un sistema fiscale più giusto, più veloce, più trasparente. Un sistema fiscale, cioè, che sappia essere davvero alleato dei cittadini, delle famiglie, di chi fa impresa e di tutti coloro che ogni giorno fanno la propria parte per rendere grande questa Nazione", ha concluso.