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"I conti in salute hanno limitato l’impatto della crisi globale". E Giorgetti assicura: "Fuori dalla procedura nel 2027"

Il testo del Dfp alle Camere e al Quirinale. Il ministro Giorgetti ha sottolineato che il rapporto deficit/Pil scenderà sotto la soglia del 3% entro il 2026

"I conti in salute hanno limitato l’impatto della crisi globale". E Giorgetti assicura: "Fuori dalla procedura nel 2027"
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Il Documento di finanza pubblica (Dfp) 2026 è stato approvato dal Consiglio dei ministri ed è principalmente incentrato sulla rendicontazione dei progressi compiuti nel corso del 2025 nell'attuazione del piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029. Le previsioni relative al prodotto interno lordo (Pil) reale, si legge nella nota diramata al termine della seduta, “indicano per il 2026 una crescita dello 0,6 per cento, inferiore rispetto a quella indicata nel documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) dello scorso ottobre (pari allo 0,7 per cento)”.

Nell’introduzione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si legge che "il contagio” dello choc causato dal conflitto in Medio Oriente “è per il momento limitato agli indicatori finanziari e di percezione e non si è ancora propagato all'economia reale”. Tuttavia, “vi sono molteplici canali di trasmissione ed è al momento difficile predire con esattezza quali di questi si attiveranno e con quale intensità, non solo perché non è chiaro quanto si protrarrà il conflitto in atto, e in particolare quanto a lungo lo Stretto di Hormuz resterà totalmente o parzialmente chiuso, ma anche perché non è possibile stabilire la durata e l'entità degli impatti economici delle strozzature dell'offerta che si sono già verificate”.

Il titolare del Mef, nella presentazione del Documento, afferma che “di fronte a uno shock di tale portata, il governo continuerà a sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese. Nel quadro delle politiche che il Governo intende confermare, sono state incluse tra le altre le misure relative alla proroga di alcune norme di carattere sociale”. E aggiunge che “se il quadro economico dovesse peggiorare sensibilmente, non si potrà escludere la possibilità che gli interventi addizionali finiscano per gravare sulla finanza pubblica. Sosterremmo, in tal caso, proposte che consentissero di dare efficaci risposte da parte della Commissione europea a tale grave congiuntura economica”.

Sul raggiungimento della soglia del 3% deficit-Pil, Giorgetti ha sottolineato che “il quadro previsivo conferma che il rapporto deficit/PIL sarà ricondotto al di sotto della soglia del 3 per cento entro quest'anno, e che anche negli anni seguenti si manterrà su un profilo discendente. Se tale andamento si confermerà nel corso di quest'anno, ciò consentirà all'Italia di uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi nel 2027, in linea con la raccomandazione del Consiglio”. Il valore, si legge, è “lievemente superiore alle stime dello scorso ottobre (3%) contenute nel Dpfp, in ragione dei maggiori crediti edilizi (Superbonus)”.

L’Italia, ha spiegato ancora Giorgetti, si è ritrovata nell'attuale scenario internazionale "con fondamentali macroeconomici, strutturali e di finanza pubblica in salute" che hanno "permesso finora di contenere l'impatto del mutato contesto globale. Se il Paese si fosse trovato in una situazione di maggiore fragilità, la reazione dei mercati sarebbe stata molto più accentuata di quanto abbiamo sin qui osservato".

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