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Mercosur, l’Italia va verso il via libera

Ottenute garanzie per gli agricoltori e più risorse nel bilancio Ue. Venerdì il voto

Mercosur, l’Italia va verso il via libera
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L'Italia sarebbe pronta a sostenere l'accordo di libero scambio tra l'Unione Europea e i paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay). Secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg, il governo italiano avrebbe ottenuto le garanzie richieste per il settore agricolo e su possibili risorse aggiuntive dal bilancio Ue. «Posso confermare che ci sono state discussioni, lavoro e progressi nelle ultime due settimane» con alcuni Stati membri rispetto al Mercosur, dopo il Consiglio europeo di dicembre. «Non ho date specifiche ma posso confermare che siamo sulla buona strada per prevedere una firma dell'accordo e speriamo che possa avvenire abbastanza presto», ha detto ieri la portavoce dell'esecutivo comunitario Paula Pinho.

Il via libera dell'Italia arriverebbe nel voto degli ambasciatori della Ue previsto per il 9 gennaio facendo cadere così l'ultimo ostacolo alla firma del trattato, attesa il 12 gennaio. I ministri dell'Agricoltura della Ue si riuniranno domani a Bruxelles per «fare il punto della situazione nel settore agricolo» e discutere delle «principali preoccupazioni sollevate dagli agricoltori», tra cui l'intesa con il blocco commerciale del Mercosur. Lo ha reso noto la Commissione europea.

L'incontro potrebbe preparare, appunto, il terreno a un voto degli Stati membri previsto per venerdì in maniera tale da consentire alla presidente Ursula von der Leyen di volare in Paraguay il 12 gennaio per la firma. Firma che era inizialmente prevista per il 20 dicembre, in Brasile, ma era stata rinviata dopo che l'Italia si era unita al gruppo di Paesi (tra cui Francia e Polonia, tra gli altri) convinti che l'accordo non fosse ancora maturo. Il primo ministro francese, Sebastien Lecornu, ha annunciato che la Francia intende sospendere unilateralmente l'importazione di prodotti contenenti residui di sostanze vietate in Europa. «Non sarà più consentito l'ingresso nel territorio nazionale di avocado, mango, guaiave, agrumi, uva e mele provenienti dal Sud America o da altri Paesi», ha affermato Lecornu, secondo il quale «verranno effettuati controlli più approfonditi da parte di una brigata specializzata per garantire il rispetto delle nostre norme sanitarie».

La posizione dell'Italia sin qui ha dato prova di essere più coerente e dialogante di Parigi dichiarando dall'inizio di essere a favore di un accordo con un'area del mondo di circa 270 milioni di persone, ma solo trovando prima un modo per non farne pagare il prezzo agli agricoltori europei e dunque anche a quelli italiani. Il posticipo è, quindi, servito al governo Meloni proprio per raffreddare la piazza e riuscire ad inserire nel testo clausole più robuste.

L'obiettivo è trattare soprattutto sul tema delle garanzie di reciprocità, puntando su una maggiore efficacia dei controlli (senza i quali si apre la porta alla concorrenza sleale ai danni degli agricoltori europei nonché dei consumatori) e su un maggior sostegno alla filiera agricola all'interno del quadro finanziario pluriennale (MFF) della Ue.

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