La repressione in Iran entra in una fase ancora più dura mentre le proteste, giunte al quattordicesimo giorno, continuano a estendersi nonostante il blackout informativo.
Il regime alza il livello dello scontro: la Guida suprema Ali Khamenei mette i Pasdaran in stato di massima allerta e la magistratura evoca apertamente la pena di morte per i manifestanti. Sul terreno crescono le vittime e i feriti, con ospedali sopraffatti, mentre dall’estero arrivano segnali di crescente attenzione e appelli alla mobilitazione e allo sciopero generale.Trump, pronti ad aiutare i manifestanti in Iran
Il presidente Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti "sono pronti ad aiutare" i manifestanti iraniani. "Lottano per la libertà", ha scritto il presidente americano su Truth.
Minacce da Teheran sui telefoni di esuli iraniani in Italia
Minacce di morte dall'Iran sono giunte sui telefonini di esuli iraniani, abitanti a Torino, contrari al regime di Teheran. La circostanza è emersa oggi nel corso di una manifestazione nel capoluogo piemontese a sostegno delle proteste di questi giorni nel Paese. I messaggi, molto circostanziati, sono stati portati all'attenzione della Digos, che si sta occupando del caso. A riceverli, secondo quanto si è appreso, sono persone riconducibili all'Associazione Iran libero e democratico, di cui uno dei fondatori - nel 2009 - è Tullio Monti, presente alla manifestazione.
Al presidio, nella zona di piazza Arbarello intitolata a Marco Pannella, erano presenti diverse decine di persone. Gli iraniani hanno preso la parola per spiegare di non volere, per il Paese, "né monarchia né teocrazia ma libertà e democrazia". "Di fronte a quello che sta succedendo in Iran - ha affermato Igor Boni, di Europa Radicale - è urgente una mobilitazione di tutti i cittadini italiani per mettere fine a uno dei peggiori regimi criminali della storia recente". Tullio Monti ha annunciato che sabato prossimo, sempre nel capoluogo piemontese, si ripeterà una manifestazione analoga, sottolineando che "questa volta hanno dato l'adesione tutti i partiti politici di Torino, da destra a sinistra". "Sono contento - ha detto Silvio Viale, consigliere comunale per Più Europa - perché, dopo tanti anni, non sarò più solo". Al presidio hanno preso parte attivisti dell'associazione radicale Adelaide Aglietta, e del Partito socialista italiano.
Guardian: "Checchini posizionati: molte persone colpiti da armi da fuoco"
Secondo fonti sentite dal britannico Guardian il regime avrebbe dato ordine di sparare sulla folla con cecchi posizionati in alcune zone della capitale Teheran. Alcuni manifestanti hanno affermato che molte persone sono state colpite da colpi d'arma da fuoco in tutta la città, aggiungendo: "Abbiamo visto centinaia di corpi".
Iran: procuratore generale Teheran evoca pena di morte per manifestanti
Il procuratore generale iraniano Mohammad Movahedi Azad in una dichiarazione riportata dalla televisione statale di teheran ha avvertito che chiunque partecipi alle proteste in atto nel Paese sarà considerato un "nemico di Dio", un'accusa punibile con la pena di morte.
Khamenei mette Pasdaran in stato di allerta più alto di giugno
La Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, ha posto il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran in uno stato di allerta più elevato rispetto a quello in cui si trovava durante la guerra con Israele l'anno scorso, Lo hanno dichiarato al Telegraph alcuni funzionari della Repubblica Islamica. Il Paese è al 14esimo giorno di proteste. "Il leader ha ordinato alla di mantenere il massimo livello di allerta, addirittura superiore a quello della guerra di giugno", ha detto il funzionario spiegando che Khamenei è in più stretto contatto con le Guardie rivoluzionarie rispetto all'esercito e alla polizia "perché crede che il rischio di defezioni sia pressoché inesistente, mentre altri hanno disertato in passato".
appello Reza Pahlavi, proteste sabato e domenica e sciopero generale
Il principe ereditario iraniano in esilio Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià iraniano Mohammad Reza Pahlavi, nel suo ultimo messaggio ha chiesto ai manifestanti in Iran di scendere in piazza sabato e domenica dalle 18 e ha invitato "i lavoratori di settori chiave dell'economia, in particolare di trasporti, petrolio, gas ed energia ad attuare uno sciopero nazionale". Ha esortato i dimostranti a portare con sé la vecchia bandiera iraniana con il leone e il sole e altri simboli nazionali utilizzati durante il periodo dello scià, per "rivendicare gli spazi pubblici come propri". "Il nostro obiettivo non è più solo quello di scendere in strada; l'obiettivo è quello di prepararci a conquistare i centri delle città e a mantenerne il controllo", dichiara Pahlavi, "per raggiungere questo obiettivo, spostatevi verso le zone più centrali delle città da quante più strade possibili" e "preparatevi a rimanere in strada da ora in poi e prendete le misure necessarie".
"Sto anche preparandomi a tornare in patria, per essere al vostro fianco, grande nazione iraniana, nel momento della vittoria della nostra rivoluzione nazionale. Credo che quel giorno sia molto vicino. Lunga vita all'Iran", conclude il figlio dell'ultimo scià. Pahlavi, 65 anni, vive in esilio negli Stati Uniti da quasi 50 anni. Nonostante suo padre fosse così odiato che nel 1979 milioni di persone scesero in piazza costringendolo ad abbandonare il potere, lui sta cercando di posizionarsi come protagonista del futuro del suo Paese. Non è chiaro quanto sostegno reale abbia in patria. In passato il sostegno di Pahlavi a Israele e di Israele a Pahlavi hanno suscitato critiche, in particolare dopo la guerra di 12 giorni fra Iran e Israele di giugno scorso. In alcune proteste i manifestanti hanno gridato slogan a sostegno dello scià, ma non è chiaro se si tratti di sostegno a Pahlavi stesso o del desiderio di tornare a un'epoca precedente alla rivoluzione islamica del 1979.
Israele: "Regime Iran per la prima volta a rischio concreto"
Un alto funzionario israeliano ha dichiarato alla testata israeliana Channel 12 che, per la prima volta dall'inizio delle proteste, le forze di sicurezza stanno riscontrando segnali concreti che gli eventi in Iran stanno iniziando a mettere a repentaglio la stabilità stessa del regime. Ha aggiunto: "Non abbiamo ancora raggiunto la massa critica e il regime non è sull'orlo del collasso, ma il grafico delle proteste è in continua e chiara crescita, a un ritmo che non si vedeva nelle settimane precedenti".
Bbc: "In Iran gli ospedali sono sopraffatti dal numero di feriti"
Un medico e un assistente sociale di due ospedali in Iran hanno dichiarato alla Bbc che le loro strutture sono "sopraffatte" dai feriti. Un medico ha affermato che un ospedale oculistico di Teheran è entrato in modalità crisi, mentre la Bbc ha ricevuto anche un messaggio da un medico di un altro ospedale che affermava di non avere abbastanza chirurghi per far fronte all'afflusso di pazienti. Un medico iraniano, che ha contattato la testata britannica ieri sera tramite la rete Internet satellitare Starlink, ha affermato che l'ospedale Farabi, il principale centro oculistico di Teheran, è entrato in modalità crisi e i servizi di emergenza sono sovraccarichi. Si dice anche che i ricoveri e gli interventi chirurgici non urgenti siano stati sospesi e che il personale sia stato chiamato a gestire i casi di emergenza. Giovedì la Bbc aveva anche ottenuto un messaggio video e audio da un medico in un ospedale nella città sud-occidentale di Shiraz. Il medico aveva affermato che un gran numero di feriti era stato portato in ospedale e che l'ospedale non aveva abbastanza chirurghi per far fronte all'afflusso. Ha affermato che molti dei feriti presentavano ferite da arma da fuoco alla testa e agli occhi.
Media: "Almeno 217 i morti nelle proteste in Iran, perlopiù giovani"
Un medico di Teheran ha dichiarato alla rivista Time, in condizione di anonimato, che solo sei ospedali della capitale iraniana avrebbero registrato almeno 217 morti tra i manifestanti, "la maggior parte a causa di proiettili veri". E' quanto si legge sul sito della rivista, ripreso anche dalla testata israeliana I24. Il conteggio delle vittime, se confermato, scrive ancora Time, segnalerebbe una temuta repressione, preannunciata dal blocco quasi totale delle connessioni Internet e telefoniche del paese da parte del regime da giovedì sera. Il medico ha affermato che le autorità hanno rimosso i cadaveri dall'ospedale ieri. La maggior parte delle vittime erano giovani, ha aggiunto, tra cui diversi uccisi fuori da una stazione di polizia nel nord di Teheran quando le forze di sicurezza hanno sparato con le mitragliatrici contro i manifestanti, che sono morti "sul colpo". Gli attivisti hanno riferito che almeno 30 persone sono state colpite nell'incidente. Ieri le organizzazioni per i diritti umani hanno riportato un bilancio delle vittime molto inferiore a quello del medico (51, ndr) sebbene la discrepanza possa essere spiegata da diversi standard di informazione. L'agenzia di stampa Human Rights Activist News Agency, con sede a Washington, che conta solo le vittime identificate, ha riportato almeno 63 morti dall'inizio delle proteste, tra cui 49 civili. Time, si legge ancora, non è stato in grado di verificare in modo indipendente queste cifre.