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L'avviso degli Usa a Kiev e Mosca. "Vogliamo la pace entro giugno"

Zelensky: "Trump ha fissato la scadenza, prossimo trilaterale negli Stati Uniti". Starlink blocca l'accesso ai russi: "L'avanzata rallenta"

 L'avviso degli Usa a Kiev e Mosca. "Vogliamo la pace entro giugno"
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È a giugno che Washington vorrebbe chiudere la guerra. Lo dice Zelensky senza giri di parole, mettendo una data sul tavolo di un conflitto che da quattro anni macina uomini, bilanci e illusioni. Gli Stati Uniti, spiega il presidente ucraino, puntano a una fine delle ostilità entro l’inizio dell’estate. Ma con una condizione non negoziabile: nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina. Si parla di una zona libera nel Donbass, ma non esistono per ora accordi.
Il messaggio politico arriva mentre sul campo qualcosa scricchiola, soprattutto sul versante russo. Kiev registra un rallentamento sensibile dell’offensiva di Mosca dopo il blocco dell'accesso a Starlink. Senza la rete satellitare di Musk, essenziale per comunicazioni, droni e coordinamento, le unità russe si muovono come gattini ciechi. Zelensky insiste: Putin cerca una pausa.
Non per scelta strategica, ma per necessità economica. Il deficit russo corre oltre i cento miliardi di dollari, le riserve si assottigliano, le perdite militari faticano a essere rimpiazzate. Secondo Kiev, il Cremlino valuta una tregua per respirare, mentre cresce il rischio di un coinvolgimento più diretto della Bielorussia, trasformata sempre più in piattaforma missilistica dell'alleato russo.
Sul fronte diplomatico, la giornata è stata attraversata da segnali contrastanti. Zelensky, infastidito dagli accordi economici tra Putin e Trump, conferma nuovi colloqui tra delegazioni russa e ucraina la prossima settimana, con Miami possibile sede.
«Servono ulteriori progressi, Mosca dimostri di tenere ai negoziati», ribadendo che le questioni più spinose potranno essere affrontate solo a livello di leader.
Nel frattempo ha incontrato il ministro della Difesa francese Vautrin, discutendo di potenziamento dei sistemi di difesa aerea e di missili.
Intanto, la guerra continua a colpire le infrastrutture. Missili ipersonici Zircon e droni hanno centrato impianti energetici, riducendo la produzione delle centrali nucleari. Quella termoelettrica di Burshtyn è ko, e da oggi l’erogazione di corrente sarà garantita al massimo 2 ore al giorno. Per il ministro degli Esteri Sybiha gli attacchi russi «mettono a rischio di un incidente nucleare l’Europa». È allerta anche oltreconfine, con la Polonia costretta a sospendere voli in due aeroporti orientali. Kiev risponde colpendo in profondità. Droni ucraini hanno incendiato un deposito petrolifero a Saratov e uno stabilimento a Tver che produce componenti per il carburante dei missili da crociera.
Sul piano internazionale, Orban alza il muro: nessuna apertura all’invio di truppe, che a suo dire «porterebbe a un conflitto diretto con la Russia». Poi l’affondo politico: l’Ucraina, accusata di spingere Bruxelles a scollegare Budapest dall’energia russa a basso costo, «viola i nostri interessi e sta diventando nemica dell'Ungheria». Da Kiev arriva invece il sostegno all’appello del Papa per una tregua in occasione dei Giochi invernali.

Sul terreno la guerra resta incerta: Mosca rivendica avanzamenti a est di Kharkiv, mentre l’Institute for the Study of War avverte che il Cremlino pianifica un’offensiva nell'estate verso Sloviank, pronti altri 165mila uomini. Londra valuta il sequestro di una petroliera della flotta ombra russa.

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