Kate Middleton, anche in questo momento in cui la Corona perde consensi a causa del caso Epstein che ha travolto l'ex principe Andrea, è senza dubbio uno dei personaggi più amati della Royal Family: sempre pronta all'interazione coi propri sudditi, il suo pur gentile rifiuto a una richiesta ricevuta durante la recente visita in Galles ha attirato l'attenzione mediatica.
Insieme al marito William, Kate ha preso parte al St David's Day, la festa del patrono del Galles San Davide che si celebra il 1° marzo. Oltre agli impegni ufficiali, i principi di Galles hanno concesso una parte del loro tempo all'incontro coi sudditi, che hanno pazientemente atteso per ore il loro arrivo. Oltre a qualche chiacchiera, alle consuete strette di mano e agli abbracci, c'è stato spazio per un momento che ha attirato la curiosità soprattutto di coloro che non hanno particolare conoscenza del rigido protocollo reale.
Kate, infatti, è stata avvicinata da un suo ammiratore di 44 anni il quale, dopo un breve scambio di battute, le ha chiesto un autografo: una situazione che in genere, quando si parla di celebrità, non è certamente inusuale, ma in questo specifico caso non c'è stata proprio la possibilità di acconsentire. "Mi dispiace tanto, non posso proprio firmare nulla", ha replicato sorridendo la principessa al 44enne, "però posso stringerti la mano".
Compresa immediatamente la situazione, il suddito ha accettato di buon grado il rifiuto, ricevendo in cambio anche un abbraccio. Poco dopo, Kate ha posato per uno scatto con una bambina, molto probabilmente la figlia dell'uomo, dal momento che proprio lo stesso si è occupato di immortalare quel momento con la sua fotocamera.
Il rifiuto opposto dalla principessa di Galles dinanzi a quella richiesta in apparenza del tutto normale non è di certo una forma di scortesia, bensì un comportamento previsto dalla rigida etichetta reale. I membri della famiglia reale britannica non possono concedere autografi in primis per prevenire il rischio di falsificazione della loro firma. Questa norma di sicurezza, in vigore da decenni, impedisce che le loro firme, apposte su fogli o oggetti forniti dal pubblico, possano essere riutilizzate per scopi fraudolenti. C'è stato solo un precedente di recente, e lo strappo alla regola fu fatto dall'allora principe Carlo, quando firmò un autografo alla vittima di un'alluvione scrivendo "Charles 2010".
id="docs-internal-guid-5667ccfc-7fff-9dee-3bd4-05718debf54c">In realtà neppure i selfie e gli abbracci sarebbero accettabili per il protocollo reale, ma si tende a soprassedere a questa chiusura per diminuire la distanza tra i reali e i loro sudditi.