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Paura alla cena coi corrispondenti, Trump: "Spari da un uomo malato che odia i cristiani"

Il presidente americano ha spiegato che il fratello dell’uomo che ha sparato lo aveva già denunciato

Paura alla cena coi corrispondenti, Trump: "Spari da un uomo malato che odia i cristiani"
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“Il tipo è disturbato, quando leggi il suo manifesto, vedi che odia i cristiani, questo è sicuro”. Con queste parole il presidente americano Donald Trump ha parlato alla Fox di Come Tomas Allen, l’uomo che nella notte italiana ha sparato all’evento di gala dei corrispondenti a cui partecipava con sua moglie e con gli alti dirigenti Usa. “Un fratello dell'assalitore aveva sporto reclamo contro di lui. Gli assassini sembrano avere un quoziente intellettivo elevato, ma sono folli”, ha aggiunto, parlando delle notizie che circolano in merito al percorso di studi dell’attentatore.

“Porgere l'altra guancia serve quando si è oppressi in prima persona. Io non sono una persona violenta in un campo di detenzione. Non sono l'adolescente abusata dai molti criminali dell'amministrazione. Porgere l'altra guancia quando è qualcun altro a subire l'oppressione non è un comportamento cristiano, è complicità ai crimini dell'oppressore”, si legge nel manifesto dell’attentatore. E ancora: “Nessuno se ne sarebbe accorto. Quello che ho notato entrando nell'albergo è stato il senso di arroganza. La sicurezza era tutta all'esterno, concentrata sui manifestanti. A quanto pare nessuno ha pensato a cosa poteva succedere se qualcuno effettuare il check-in il giorno prima. Insomma, un livello di incompetenza folle che spero venga corretto per quando questo Paese avrà una leadership competente”.

“Sto bene, anche la First Lady”, ha spiegato il presidente americano, aggiungendo: “Non possiamo consentire a questi criminali e persone cattive di cambiare il corso degli eventi nel nostro Paese. Ero pronto a un discorso ma ora lo devo cambiare per quando la cena sarà riprogrammata. Sarà un discorso d'amore”. La riprogrammazione dovrebbe avvenire a giorni, questo è l’auspicio di Trump, entro 30 giorni, per dare una dimostrazione di forza da parte della Casa Bianca. Il Presidente ha poi parlato della guerra in Iran, spiegando che “finirà presto.

Abbiamo tutte le carte in mano. Se vogliono parlare, possono venire da noi o chiamarci. Il Pakistan rimarrà coinvolto nella mediazione con l'Iran”. Alla fine della guerra, ha sottolineato Trump, “saremo noi i vincitori”.


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