La situazione a Minneapolis è sempre più incandescente.
Sono appena rientrato dalla città, dove ho preso la parola a un evento nel corso del quale il Segretario al Tesoro Scott Bessent (nella foto) ha rivelato nuovi dettagli sulle truffe somale.
Affiancato da esponenti politici locali, giornalisti e cittadini preoccupati, Bessent ha annunciato ulteriori indagini sui truffatori somali e sul flusso di denaro in uscita dal Paese - parte del quale, come abbiamo documentato io e Ryan Thorpe, finisce nelle mani di Al-Shabaab, il gruppo terroristico islamico radicale.
Una delle informazioni più interessanti apprese da Bessent riguarda il fatto che gli investigatori federali stanno iniziando a valutare i politici del Minnesota e i loro rapporti con le frodi somale. Si tratta di un elemento cruciale, poiché tutti quelli con cui ho parlato sul campo - dai legislatori statali ai semplici osservatori - mi hanno confermato che era un segreto di Pulcinella: i politici sapevano cosa stava accadendo. Erano, quanto meno, complici.
Secondo la commissione antifrode del parlamento statale, alcuni informatori avevano presentato segnalazioni già dal 2019, sollevando interrogativi su bilanci impossibili e sugli schemi fraudolenti somali che avevano infiltrato questi programmi. Le denunce furono insabbiate; gli informatori respinti, e alcuni subirono ritorsioni. Nella nostra intervista, Bessent ha parlato di «registrazioni inquietanti» del Procuratore Generale del Minnesota Keith Ellison in riunioni con finanziatori politici che chiedevano l'interruzione delle indagini sulle frodi.
La vera domanda è: questi politici assecondavano tutto ciò in cambio di voti, in una sorta di quid pro quo implicito? Oppure lo facevano per ragioni più sinistre? C'era forse un accordo sporco di qualche tipo?
Per essere chiari, le prove raccolte finora suggeriscono un miscuglio di stupidità e complicità, ma esiste certamente la possibilità di una vera e propria cospirazione.
Durante l'evento, Bessent ha annunciato che il suo dipartimento stanzierà presto fondi per taglie, nel tentativo di indurre alcuni truffatori somali a denunciare i propri compatrioti e, potenzialmente, a coinvolgere i politici del Minnesota.La trappola è stata tesa. E ora non siamo più gli unici giornalisti a indagare.