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"Vorrei vivere su Marte". Poi la battuta di Musk sul Board of peace di Trump

Il patron di Tesla e del social X al World Economic Forum di Davos dialoga con Larry Fink, ceo di BlackRock

"Vorrei vivere su Marte". Poi la battuta di Musk sul Board of peace di Trump
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Al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, arriva il momento di Elon Musk, il patron di Tesla e del social X, che ha dialogato con Larry Fink, ceo di BlackRock co-presidente del Wef. "Da piccolo leggevo molti libri di fantascienza, sono stati la mia ispirazione. Volevo che la fiction diventasse realtà", ha detto il miliardario. "Sono sempre stato curioso di capire l'origine del mondo". Poi ha aggiunto, con una punta d'ironia: "Mi chiedono spesso se voglio morire su Marte. Io risponde sempre di sì, ma non per l'impatto della navicella". E sul suo obiettivo di arrivare sul pianeta rosso ha aggiunto: "Ci vogliono sei mesi, ma si può fare solo ogni due anni".

Sempre continuando con le battute si è soffermato sul Board of peace per Gaza. "Ma è per la pace (peace) o per la conquista, è per un pezzo (piece) di Groenlandia o di Venezuela?".

"La robotica e l'IA possono espandere l'economia ma dobbiamo stare attenti perché non vogliamo finire in 'Terminator'", ha detto l'imprenditore riferendosi al famoso film di James Cameron. "Tutti quanti vorranno un robot e ne avranno uno", ha aggiunto, dicendo di essere "ottimista per il futuro".

"La mia previsione - ha aggiunto il miliardario - è che nello scenario positivo del futuro noi realizzeremo

effettivamente così tanti robot nell'intelligenza artificiale che soddisferemo effettivamente tutti i bisogni umani. Sono sicuro che i robot saranno più numerosi delle persone e praticamente tutti avranno o vorranno un robot".

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