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"Boicottaggio light" a Reggio Emilia: nelle farmacie la campagna contro i farmaci israeliani

Nessuno stop imposto a Teva, una delle principali aziende farmaceutiche che ha sede in Israele, ma è stata approvata una campagna per sensibilizzare i clienti a "operare scelte etiche con i propri acquisti"

"Boicottaggio light" a Reggio Emilia: nelle farmacie la campagna contro i farmaci israeliani
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A Reggio Emilia il Consiglio comunale, seppure in versione ammorbidita rispetto alle intenzioni iniziali, ha approvato un "boicottaggio" light ai prodotti farmaceutici israeliani. Durante l'ultima riunione, infatti, è stata bocciata la mozione che chiedeva la sospensione di ogni rapporto commerciale di fornitura, la vendita e la distribuzione dei prodotti Teva, una delle principali aziende farmaceutiche che ha sede in Israele. Gli unici che hanno votato a favore sono stati due consiglieri della lista civica, Fabrizio Aguzzoli e Dario De Lucia. La proposta era quella di sospendere tutto "fino a quando il governo di Israele non avrà cessato le operazioni militari e il genocidio contro la popolazione civile palestinese di Gaza".

Bocciata questa mozione, però, ne è stata passata un'altra al voto, più morbida ma comunque orientata al contrasto della vendita di prodotti israeliani, in base alla quale il Consiglio comunale di Reggio Emilia si impegna a implementare una campagna informativa dedicata agli utenti delle farmacie comunali, ma estendibile anche a quelle private, "volta a favorire un consumo più consapevole e offrire alternative ai prodotti delle aziende che potrebbero essere considerate coinvolte in gravi violazioni dei diritti umani". Lo scopo è di sensibilizzare i cittadini, affinché "possano consapevolmente operare scelte etiche con i propri acquisti, così come ritenuto necessario da importanti esponenti delle Nazioni Unite e da movimenti per i diritti del popolo palestinese quali, ad esempio, il Bds". Si cita proprio il "Bds", acronimo di "Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni", che mira a escludere dai mercati i prodotti di Israele.

A votare a favore di questa iniziativa sono stati gli esponenti di Coalizione civica, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, lista Marco Massari sindaco, Europa Verde-Possibile, mentre a votare contro quelli di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia. I critici della misura sottolineano come, pur essendo stata edulcorata nella forma, la sostanza della mozione rischi di trasformare le farmacie comunali in un terreno di scontro ideologico, colpendo indirettamente un'eccellenza della distribuzione di farmaci generici che garantisce l'accessibilità alle cure per molti cittadini.

Si convoglia la scelta dei medicinali su un terreno sdrucciolevole, dove la scelta del medicinale non viene più guidata esclusivamente dal parere del medico o del farmacista, ma da criteri geopolitici "consigliati" dalla giunta comunale.

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