Il prezzo dei carburanti torna a correre mentre la guerra in Medio Oriente entra nel suo settimo giorno e l’Italia si prepara ad affrontare le prime ricadute economiche della crisi. Il governo ha già messo in campo una strategia anti-speculazioni. Secondo i dati del ministero delle Imprese, dalla scorsa settimana il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self è salito di 9,2 centesimi arrivando a 1,76 euro al litro, mentre il gasolio ha registrato un aumento ancora più marcato, pari a 18,9 centesimi, fino a 1,91 euro. In autostrada si segnalano picchi molto più elevati, con alcuni impianti che vendono il diesel servito oltre i 2,5 euro.
Di fronte a questo scenario l’esecutivo ha deciso di muoversi su più fronti. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha attivato una stretta sui controlli lungo tutta la filiera dei carburanti e ha concordato con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti un piano operativo che coinvolge direttamente la Guardia di Finanza. L’obiettivo è chiaro: monitorare ogni passaggio, dalla produzione alla distribuzione, per evitare rincari ingiustificati.
Urso ha sottolineato che allo stato attuale il prezzo medio dei carburanti resta sotto i 2 euro al litro e quindi lontano dai picchi registrati nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Proprio per questo il governo intende prevenire eventuali anomalie nei prezzi. «Abbiamo rafforzato il monitoraggio di Mister Prezzi su tutta la filiera per impedire che le tensioni in Medio Oriente diventino un pretesto per speculazioni o rincari ingiustificati e predisposto con il ministro Giorgetti un immediato piano operativo della Guardia di Finanza». Le verifiche sono già partite e riguardano soprattutto i passaggi a monte della rete distributiva. «Sulla rete dei distributori italiani non risultano diffusi fenomeni speculativi, al netto di una ventina di casi segnalati e ora all’esame delle Fiamme Gialle», ha evidenziato Urso aggiungendo che «l’attenzione si concentra quindi sui livelli precedenti della filiera». La Commissione di allerta rapida sui prezzi continuerà a riunirsi ogni settimana per monitorare l’evolversi della situazione.
Parallelamente si muove anche la Lega. Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha riunito ieri i vertici del partito per fare il punto sulla crisi energetica e ha annunciato la creazione di una task force dedicata al monitoraggio dei prezzi. L’obiettivo è individuare e colpire eventuali speculatori che dovessero approfittare della situazione internazionale. Salvini intende inoltre convocare le compagnie petrolifere per chiedere chiarimenti sui rincari e avviare un confronto con l’Antitrust per garantire un controllo costante del mercato. Il Carroccio sta lavorando anche a un pacchetto energia con emendamenti al decreto Bollette per sostenere famiglie e imprese e rilanciare nel medio periodo investimenti su nucleare, idroelettrico e sicurezza energetica.
Le tensioni sui carburanti preoccupano intanto il mondo produttivo.
Dal settore agricolo arriva l’allarme di Coldiretti, che ha chiesto un incontro urgente con il governo per affrontare l’impatto dell’aumento del gasolio sui costi di produzione.