La nuova Flotilla è pronta a partire e ora, dopo mesi di annunci, è stata rivelata anche la data: 29 marzo 2026. Giusto in tempo per festeggiare Pasqua e Pasquetta in barca, approfittando del clima che in quel periodo inizia a farsi mite nel Mediterraneo, direbbe qualcuno. Invece la Flotilla è nuovamente convinta di riuscire a raggiungere la Striscia di Gaza, ci crede davvero nonostante tutte quelle organizzate fino a questo momento siano fallite perché, com’è normale aspettarsi, Israele interviene per fermare l’ingresso di navi civili non autorizzate in zone di guerra. Anche per questo motivo questa ennesima carovana non sembra altro che una provocazione internazionale, che già alcuni mesi fa ha obbligato l’Italia a spendere soldi pubblici per posizionare navi militari a tutela.
“Oggi la Global Sumud Flotilla ha annunciato il più grande intervento umanitario coordinato per la Palestina nella storia. Il 29 marzo 2026, una flotta marittima unificata e un convoglio umanitario via terra partiranno simultaneamente, mobilitando migliaia di persone provenienti da oltre 100 paesi in una risposta coordinata e non violenta al genocidio, all'assedio, alla fame di massa e alla distruzione della vita civile a Gaza”, si legge nell’annuncio pubblicato sui social insieme alla richiesta di donazioni. Non sono stati comunicati i porti di partenza e nemmeno quale percorso intende fare la carovana via terra per arrivare in Palestina, visto che non potranno penetrare dal valico di Rafah o di Israele, a riconferma che si tratta solo di un’operazione mediatica per ottenere ancora visibilità.
“Questo è il nemico che stiamo affrontando. Non è una persona. È uno stile di vita che determina il futuro di altre nazioni”, ha dichiarato dice Saif Abukeshek del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla. Secondo i proclami di queste ore, a partecipare alla missione saranno: oltre 1.000 medici, infermieri e operatori sanitari; educatori, ingegneri e squadre di ricostruzione; investigatori di crimini di guerra ed ecocidio.
Soprattutto questi ultimi è interessante capire chi siano e quali mansioni svolgeranno ma, soprattutto, come determineranno un “ecocidio”. “Non si tratta solo di navigare.Si tratta del mondo che si unisce”, conclude il comunicato.