Francesca Albanese è tornata nella blacklist americana delle sanzioni per volontà del Dipartimento del Tesoro, dopo che un giudice aveva deciso che dovesse uscirne in nome della “libertà di parola” come interesse pubblico. Questo per lei significa divieto di ingresso negli Usa e impossibilità di utilizzare le carte di credito dei circuiti internazionali. “Sono stata sanzionata per il lavoro che ho fatto come relatrice speciale”, ha dichiarato Albanese presentando al Senato il suo ultimo rapporto. “Non è colpa mia se ho questo mandato da parte delle Nazioni Unite. Sono le Nazioni Unite che mi chiedono di investigare le violazioni che Israele, in quanto potenza occupante, commette nel territorio palestinese occupato. Ed è quello che faccio”, ha aggiunto.
Secondo il suo punto di vista, “se avessi svolto questo lavoro con il rigore che lo contraddistingue su Iran, Sri Lanka, Eritrea o Russia sarei stata celebrata, sarei stata il fiore all'occhiello di questo Paese” e le Nazioni Unite, davanti agli Usa, “non sono riuscite a proteggermi”. Ma non solo contro l’Onu punta il dito Albanese: “L'Italia non ha fatto nulla, ma l'Europa stessa non ha fatto nulla”. La relatrice si chiede come sia possibile che le sanzioni Usa siano valide anche in Europa, chiedendo ai presenti se non li “spaventa il fatto che non ci sia sovranità italiana, che non ci sia sovranità europea quando si tratta degli Stati Uniti e del sistema bancario?”. Quindi, ha rilanciato la campagna promossa dalla Ong con sede a Bruxelles Courage International, sostenuta da parlamentari europei, per chiedere all'Unione europea "di proteggere tutti coloro che sono colpiti da sanzioni statunitensi per aver cercato di far avanzare il dossier della giustizia".
A margine dell’incontro ha fatto un appello: “Bisogna fare pressione sull'Unione europea, affinché ponga in essere lo statuto di blocco dell'effetto delle sanzioni statunitensi in territorio europeo. Non c'è per il momento altra soluzione, ma anche questa è una soluzione di breve periodo. Lo statuto di blocco già c'è, va allargato ai giudici e ai procuratori della Corte penale internazionale, a me e alle organizzazioni palestinesi che sono state punite”.
Chi è sanzionato, ha aggiunto Albanese, “non è più indipendente. Io ho due figli minorenni e, se fossi da sola, non sarei capace di provvedere ad alcuna delle loro spese. Non potrei espletare quasi nessuna delle funzioni che richiedono uno strumento finanziario.È gravissimo”.