Mohammad Hannoun, accusato di finanziare Hamas, aveva un canale privilegiato con Qatar charity attraverso Khaled al Hammadi, secondo l'inchiesta che lo ha portato in carcere. Non stiamo parlando di una Ong qualunque, ma di un colosso, guidato da Hamad bin Nasser al-Thani, membro della famiglia dell'emiro, che ha donato 25 milioni di euro per la nascita di moschee e centri islamici in Italia. La grande organizzazione, nata per aiutare gli orfani del Medio Oriente, è stata più volte accusata di avere finanziato Hamas oltre a gruppi jihadisti siriani vicini ad Al Qaida. Le Nazioni Unite, però, che collaborano con Qatar charity, hanno sempre smentito collusioni con il terrorismo. Nelle carte dell'ordinanza di custodia cautelare per i 9 presunti membri della rete di Hamas il punto 7.b) è dedicato ai rapporti di Hannoun «con Khaled al Hammadi (Qatar charity)». Nel capitoletto si legge che «il fondo Qatar Charity dalle emergenze investigative, ed in particolare dai documenti trasmessi da Israele, risulta essere strumento di finanziamento delle attività svolte dalle associazioni che fanno capo ad Hamas». Dall'ottobre 2023 è stato inserito nella lista nera del governo israeliano di supporter il terrorismo. Hannoun, secondo l'inchiesta, aveva «incontri diretti con il suo referente all'interno del fondo, Khaled Al Hammadi, figlio del fondatore di Qatar Charitiy, che nell'associazione ha un ruolo di rilievo, avendo preso il posto del padre deceduto». Gli inquirenti hanno intercettato una conversazione fra l'indagato Hannoun, che si trovava in Egitto e Khaled al Hammadi «nel corso della quale i due si accordano per incontrarsi». Fra i documenti sequestrati ad Hamas dagli israeliani ci sono le donazioni della Ong del Qatar ad Islamic society considerata vicina al gruppo terroristico. Un altro documento «è una lettera diretta al leader di Hamas, Yaya Sinwar» fautore del 7 ottobre e ucciso dagli israeliani a Gaza. Nel testo una donna, che lavorava per Islamic society «afferma di avere movimentato ingenti somme di denaro (90 milioni di dollari) e aperto conti per varie associazioni, tra cui elenca la Qatar Charity». Il 20 novembre 2023 Hannoun parla con Abu Khaled, referente in Turchia per il trasferimento di denaro dall'Italia a Gaza. «Gli interlocutori fanno riferimento a Raed Abu Dayer, morto in quei giorni nella Striscia di Gaza» si legge nelle carte. Il personaggio è stato un punto di riferimento di Hannuon come «collettore» nella Striscia del denaro raccolto in Italia. Abu Dayer, secondo le indagini, non solo apparteneva ad Hamas, ma «operava attraverso la Qatar Charity». L'Ong dell'emirato e l'associazione di Hannoun finanziavano il comitato, ufficialmente, di beneficienza Al-Ram nel distretto di Gerusalemme. Uno dei suoi membri, Mohamad Taisar Kashrawi ha ammesso che il comitato svolgeva «un ruolo di mediatore nel trasferimento di fondi ad Hamas per circa 200.000 dollari ogni anno». Qatar Charity avrebbe aiutato, come Hannoun, il «meccanismo di trattamento dei feriti dell'ala militare al di fuori della Striscia di Gaza».
Nel 2013 l'alleanza jihadista Fronte islamico siriano distribuiva aiuti con il logo della Qatar charity. Il gruppo più forte era Ahrar al Sham, che in seguito ha operato con Jabat al Nusra, costola di Al Qaida. Secondo l'agenzia di stampa iraniana il Qatar avrebbe trasferito 5 miliardi di dollari a gruppi ribelli siriani attraverso la sua organizzazione caritatevole.
L'emirato ha sempre smentito che i soldi siano finiti ad Hamas, o ad Al Qaida. Non solo: nel 2016 proprio Hamad bin Nasser al-Thani è venuto in Italia per donare 25 milioni di euro, in tre anni, per la costruzione di moschee e centri islamici. Nel 2022 la cifra è stata confermata dall'allora ex presidente dell'Unione delle comunità islamiche italiane, Izzedin Elzir.
I soldi sono arrivati dalla Qatar charity, che dovrebbe chiarire gli eventuali rapporti con Hannoun saltati fuori nelle indagini. Elzir, imam di Firenze, ha definito uno degli arrestati, Raed Al Salahat, «un fratello per me innocente». Ed è convinto che l'inchiesta sulla rete di Hamas finirà «in una bolla di sapone».