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Meloni chiede il voto delle Camere e vede Mattarella. Il nodo delle basi

Il governo pronto al "supporto logistico". I timori che la crisi vada fuori controllo

Meloni chiede il voto delle Camere e vede Mattarella. Il nodo delle basi
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da Roma

L'accelerazione è stata improvvisa, tanto che ancor prima che fosse formalizzata i gruppi parlamentari di maggioranza si sono premurati di avvertire i propri deputati e senatori via whatsapp, casomai qualcuno avesse in mente di lasciare Roma già nel primo pomeriggio approfittando del fatto che per la giornata di oggi non erano previste votazioni. Invece, come fa sapere in prima battuta Palazzo Chigi al termine di un nuovo vertice sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente, i ministri Antonio Tajani (Esteri) e Guido Crosetto (Difesa) riferiranno oggi alle Camere sull'evoluzione del quadro internazionale e sulla richiesta di aiuti da parte dei Paesi del Golfo. Con un dettaglio. Saranno comunicazioni seguite da un voto, non una semplice informativa. Così da ottenere un mandato del Parlamento che, spiegano ai piani alti di Fdi, dia al governo «agibilità» di muoversi se la crisi dovesse ulteriormente complicarsi e se fosse richiesto al governo di intervenire in maniera diretta e strutturata.

Un'accelerazione che non è solo parlamentare se ormai a ora di cena Giorgia Meloni si presenta al Quirinale. Non lo fa insieme a Crosetto, che invece incontra il capo dello Stato sempre al Colle ma una mezzora prima. Una staffetta magari dovuta a ragioni di agenda, ma comunque piuttosto inconsueta. La premier, ovviamente, fa il punto con il capo dello Stato che da giorni non nasconde le sue preoccupazioni, tanto che si rincorrono voci - smentite dal Quirinale - che stia valutando la convocazione straordinaria del Consiglio supremo di difesa.

D'altra parte, anche Meloni non esita a dire che «stiamo affrontando giorni difficili», parole che usa in apertura del suo intervento a un convegno sull'Africa organizzato dalla Banca d'Italia. E che sono la sintesi del vertice mattutino a Palazzo Chigi con i vicepremier Tajani e Matteo Salvini (collegato da remoto), Crosetto, i sottosegretari alla presidenza Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell'intelligence. Il fronte che si è aperto con l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran, infatti, preoccupa sempre di più, come ha fatto presente anche il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti Abdullah bin Zayed Al Nahyan, che ieri è stato ricevuto dalla premier a Palazzo Chigi.

Un coinvolgimento più diretto dell'Italia, insomma, è uno scenario sempre più plausibile. Dall'ipotesi di invio dei sistemi di difesa aerea Samp-T ai Paesi del Golfo al possibile dispiegamento di unità navali italiane verso Cipro. Come pure resta sul tavolo il possibile utilizzo delle basi militari Usa su suolo italiano - a partire da Sigonella, una sorta di hub per i droni militari - non per semplici operazioni di monitoraggio ma per un intervento attivo. In mattinata Mantovano spiega che «al momento» non c'è stata una richiesta da parte di Washington e Nato «di poter utilizzare le basi italiane». Ma è evidente che la situazione è in continua evoluzione. Ieri sera Tajani ha sentito il segretario di Stato Marco Rubio e sia l'accelerazione in Parlamento che l'incontro serale tra Meloni e Mattarella non hanno fatto che alimentare i rumors su una possibile richiesta americana di un via libera all'uso delle basi. Di certo, c'è la disponibilità del governo - condivisa con il Quirinale - di fornire «supporto logistico» di manutenzione, mentre eventuali richieste di un impegno attivo andranno valutate.

Oggi, intanto, la parola passa al Parlamento. Con il voto di una risoluzione che potrebbe diventare la cornice parlamentare all'interno della quale il governo si muoverà domani.

L'Italia è infatti già impegnata nell'area con diverse missioni - Unifil e Mibil in Libano, Prima Parthica in Iraq e Kuwait, Aspides nel Mar Rosso - che vengono rinnovate di anno in anno, mentre l'eventuale utilizzo di mezzi militari a difesa dei Paesi del Golfo può essere comunicato anche con un'informativa al Copasir.

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