Cronaca internazionale

La verità sulla rotta tunisina: cosa c'è dietro il boom degli sbarchi

La rotta tunisina ha contribuito a portare in Italia oltre 15.000 migranti nei primi tre mesi del 2023, ma solo poco meno di 2.000 sono tunisini. La crisi del Paese nordafricano spiega solo in parte l'attuale trend

La verità sulla rotta tunisina: cosa c'è dietro il boom degli sbarchi

Il trend degli arrivi irregolari in Italia ha assunto nel 2023 una piega molto preoccupante. A certificarlo ci sono adesso anche i numeri del Viminale relativi al periodo che va dal primo gennaio fino al 28 marzo. Tre mesi in cui le nostre autorità hanno contato almeno una media di 180 sbarchi al giorno. I migranti arrivati sono stati 27.219, a fronte dei 6.708 dello stesso periodo del 2022. Un aumento consistente che, in previsione dell'estate, fa temere il peggio.

Il boom della rotta tunisina

A pesare maggiormente sull'attuale trend è senza dubbio l'andamento della rotta tunisina. Il Viminale, in particolare, dal primo gennaio a oggi ha conteggiato 15.537 arrivi irregolari in Italia dalle coste tunisine. Nei primi tre mesi del 2022, lo stesso dato si era fermato a 1.525. L'incremento, a conti fatti, è quindi nell'ordine del 920%.

I numeri però dicono tanto altro. Tra gli oltre 15.000 migranti arrivati dalla Tunisia, soltanto 1.859 hanno nazionalità tunisina. Dato in aumento rispetto ai 918 dei primi tre mesi del 2022, ma comunque piuttosto limitato rispetto all'incidenza totale della rotta riguardante il Paese nordafricano. Vuol dire quindi che la gran parte dei migranti sbarcati dalla Tunisia sono di origine subsahariana. E infatti, sempre secondo il ministero dell'Interno, a guidare la classifica delle nazionalità più presenti tra le persone arrivate in Italia nel 2023 ci sono gli ivoriani.

Sono 3.815 i cittadini della Costa d'Avorio giunti tra Lampedusa e la Sicilia dal primo gennaio. Dietro seguono invece i guineani con 3.296 migranti sbarcati. La Tunisia in questa speciale classifica è soltanto al quinto posto, dietro Pakistan e Bangladesh. Cifre e dati che mostrano l'assenza di un vero e proprio "esodo" di tunisini stremati dalla crisi economica che sta attanagliando il Paese. Dalla Tunisia si scappa, ma i numeri non appaiono così alti da giustificare il boom della rotta emerso dal monitoraggio del Viminale.

Il trend si può spiegare quindi con il fatto che, a differenza dello scorso anno, dalle coste tunisine partono soprattutto migranti provenienti da altri Paesi. E forse in tal senso è possibile ravvisare una responsabilità del governo di Tunisi, con il presidente Kais Saied che nei giorni scorsi ha parlato contro la presenza di cittadini subsahariani nel proprio territorio.

Dichiarazioni che potrebbero aver dato ulteriore input alle partenze verso l'Italia. Ad ogni modo, la crisi tunisina può spiegare solo in parte l'aumento degli sbarchi. Il fenomeno, al contrario, è legato ad altri elementi quasi del tutto inediti nella dinamica della rotta più breve del Mediterraneo centrale.

Aumentano anche gli sbarchi dalla Libia

Non va meglio la situazione relativa alla rotta libica. O, per meglio dire, alle rotte libiche. Perché da qualche mese a questa parte da qui non si parte solo dalla Tripolitania, bensì anche dalla Cirenaica. La regione cioè controllata dal generale Haftar. Dalla Libia sono partiti nel 2023 almeno 10.628 migranti, con un aumento del 152% rispetto ai primi tre mesi del 2022.

A pesare è per l'appunto l'apertura di un nuovo canale migratorio. Sempre più pescherecci vengono usati nell'est del Paese per dirottare verso l'Italia migranti egiziani e bengalesi, così come anche pakistani. Si tratta di imbarcazioni capaci di contenere almeno 500 o 600 persone, da qui il drammatico aumento riscontrato nei numeri relativi gli sbarchi dalla Libia.

In calo gli approdi dalla rotta turca

L'unica rotta con un saldo negativo rispetto al 2022, è paradossalmente quella di cui si è parlato di più a inizio anno. Ossia la rotta turca, la stessa percorsa dall'imbarcazione affondata a largo di Cutro a febbraio e che ha causato la morte di più di cento persone. Dal primo gennaio al 28 marzo 2023, sono sbarcati dalla Turchia 693 migranti. Nello stesso periodo dello scorso anno invece, il dato parlava si era fermato a 916.

Appare infine marginale l'apporto della rotta algerina, ossia della tratta di migranti che coinvolge in Italia soprattutto le coste della Sardegna. Nei primi tre mesi sono arrivati dall'Algeria 199 migranti.

Si tratta comunque di un aumento, visto che la cifra per la stessa rotta parlava nel 2022 di 55 persone approdate.

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