Qatargate

Ammoniva l'Italia ma elogiava il Qatar. Il caso che imbarazza la Commissione Ue

Oggi in tanti chiedono conto, anche alla luce delle inchieste giudiziarie su presunti casi di corruzione in Qatar, delle posizioni giudicate "morbide" di Schinas sull'emirato

Ammoniva l'Italia ma elogiava il Qatar. Il caso che imbarazza la Commissione Ue

Fino ad oggi l'inchiesta di Bruxelles sui presunti casi di corruzione di Qatar e Marocco ha coinvolto il parlamento europeo. L'arresto della vice presidente dell'europarlamento, Eva Kaili, e il coinvolgimento di altri deputati o ex deputati ha lasciato il segno. Ma il sospetto è che il lavoro della magistratura belga sia solo all'inizio. E che, soprattutto, in qualche modo il raggio d'azione degli emissari di Doha e Rabat sia in realtà esteso anche ad altre istituzioni europee.

Per questo nelle ultime ore, come sottolineato dall'Agi, a Bruxelles sta aumentando la pressione sulla Commissione europea affinché venga spiegata la posizione del vice presidente Margaritis Schinas. Quest'ultimo, stando alle ricostruzioni trapelate dalla capitale belga, negli ultimi mesi avrebbe ammorbidito la sua posizione nei confronti del Qatar. Circostanza non passata inosservata.

La linea di Schinas su Doha

È bene precisare che Schinas non risulta tra gli indagati e non è coinvolto al momento nella vicenda che ha portato all'arresto della connazionale Eva Kaili. Nel mirino però sono finite le sue considerazioni politiche sul Qatar alla vigilia dei mondiali di calcio, evento per il quale Doha non ha badato a spese. E forse qualche soldo, se le accuse degli investigatori dovessero rivelarsi fondate, lo ha speso per “ammorbidire” la posizione di alcuni rappresentanti europei nei confronti del piccolo Stato del Golfo.

Anche dopo il fischio d'inizio dei mondiali, su una parte della stampa si è infatti continuato a parlare delle condizioni dei lavoratori in Qatar e degli standard poco democratici del Paese. Le tangenti potrebbero essere servite proprio per far parlare in chiave positiva dei progressi fatti da Doha in vista del torneo iridato.

Ecco perché quindi alcune recenti dichiarazioni di Schinas sono adesso nel mirino di diversi europarlamentari. “Il commissario europeo greco di destra Margaritis Schinas – ha scritto su Twitter Manon Aubry, presidente del gruppo La Sinistra a Strasburgo – ha moltiplicato riunioni e lodi dall'emirato”.

Un'allusione quindi al fatto che dal vice presidente della Commissione europea sono arrivate considerazioni positive sul lavoro fatto dal Qatar. In effetti, scorrendo la cronologia delle dichiarazioni, più volte Schinas si è soffermato sull'importanza del ruolo di Doha nella regione, così come sui passi in avanti compiuti grazie alle riforme del mercato del lavoro.

C'è anche un Tweet del vice presidente della Commissione europea, datato 11 maggio 2022, in cui è stata annunciata l'esenzione dai visti per i qatarini. “La nostra proposta di concedere l'esenzione dal visto per i qatarini – si legge in quel post – è un riflesso della nostra partnership sempre più profonda. L'imminente Coppa del mondo è una ragione obiettiva per progredire rapidamente con la sua adozione”.

Eppure Schinas si diceva preoccupato per le scelte italiane

Come detto, Schinas non è indagato. Né obbligatoriamente occorre ricondurre le sue dichiarazioni e le sue posizioni alle vicende di corruzione che hanno interessato l'europarlamento. Inoltre, andando a vedere le ultime dichiarazioni di gran parte dei leader politici europei, la ricerca di gas ha spesso condotto molti politici negli ultimi mesi a ricercare importanti relazioni con Doha.

Tuttavia, sotto il profilo prettamente politico, stridono e non poco le parole pronunciate da Schinas sul Qatar con quelle invece pronunciate sull'Italia. Se Doha è stata presentata come un Paese in grado di fare passi in avanti, nonostante l'inesistenza di alcuni basilari diritti e l'esistenza di un codice penale ispirato alla Sharia, l'Italia invece dallo stesso Schinas è stata più volte criticata per la gestione dei flussi migratori.

“Secondo il diritto internazionale, la responsabilità è del Paese nelle cui acque territoriali si trova la nave – scriveva Schinas in un'intervista al Corriere della Sera rilasciata a novembre, all'indomani del caso Ocean Viking – L'Italia si è rifiutata di ottemperare pienamente e ha mandato la nave in Francia creando questa situazione per avere una soluzione europea”.

Desta una certa sensazione leggere simili dichiarazioni, improntante sul rispetto del diritto internazionale, dallo stesso esponente politico non così scrupoloso invece quando si parla di rispetto dei diritti umani in Qatar. Di questa doppia visione del suo vice presidente la commissione, in primis sotto il profilo politico, potrebbe essere ben presto chiamata a rispondere. E l'imbarazzo a Bruxelles viene tenuto faticosamente confinato nelle stanze di Palazzo Berlaymont.

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