Politica internazionale

Ue, scontro sui migranti. Meloni: "Serve un segnale politico"

Sul price cap arriva l'ok dell'Europa: Giorgia Meloni torna a Roma dal suo primo consiglio Ue con un ottimo risultato sul tema energetico

Ue, scontro sui migranti. Meloni: "Serve un segnale politico"

A Giorgia Meloni non hanno tremato le gambe al suo debutto al Consiglio dell'Unione europea e il suo intervento è stato fermo e deciso. Il presidente del Consiglio ha spaziato dai migranti all'energia, sottolineando il ruolo fondamentale che giocano nello scacchiere europeo i Paesi del sud. Il tema dei migranti resta in agenda al termine di questo Consiglio, come ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel: "Siamo d'accordo che il 9 e 10 febbraio avremo un dibattito approfondito al Consiglio europeo sul tema dei migranti al quale dovremo prepararci molto bene per essere in grado di dare un chiaro orientamento".

Con Giorgia Meloni, in Europa sono tornati a essere centrali i temi legati all'immigrazione irregolare. "La migrazione è un tema centrale per Italia. Un tema complesso su cui gli Stati Membri hanno talvolta visioni differenti, ma sul quale è importante dare un segnale politico e un impegno chiaro da parte dell'Ue e, se necessario, anche ponendo il tema al centro di un vertice ad hoc", ha dichiarato il presidente del Consiglio italiano. Riguardo alla gestione dei flussi migratori, fonti di Palazzo Chigi hanno riferito che Giorgia Meloni avrebbe sottolineato che i flussi non possono continuare a essere gestiti in assenza di una soluzione strutturale in Europa. Per il premier, in tal senso, va evitato un approccio predatorio al fenomeno migratorio. Ma all'Italia sarebbero arrivate critiche per il movimento dei migranti. In particolare sui movimenti secondari. A quest'appunto, avanzato da Olanda e Austria, ha replicato Raffaele Fitto: "Le critiche sono sinceramente abbastanza singolari, il quadro lo affronteremo in modo complessivo. Non mi sembra sia il caso di affrontare con dichiarazioni polemiche questa tema molto importante".

Il premier, nel corso della discussione sul Vicinato Meridionale, ha evidenziato "l'importanza di adottare una visione strategica da parte dell'Ue nei confronti dei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo". Giorgia Meloni si è fatta protavoce dei Paesi mediterranei e meridionali, portando sul tavolo europeo anche i temi affrontati all'Eu-Med9 di una settimana fa al quale lei è stata assente per influenza. Fonti di governo sottolineano che "l'Italia riconosce l'importante potenziale dei Paesi dell'area che possono e devono rappresentare un'opportunità per l'Unione, con la quale condividono le stesse sfide, tra cui la migrazione e il tema dei rincari dell'energia". Il presidente del Consiglio ha sostenuto, quindi, la proposta spagnola di un Summit Ue-Vicinato Sud nel corso della Presidenza spagnolo dell'Ue nel secondo semestre 2023.

Le conclusioni sul primo Consiglio d'Europa di Giorgia Meloni non possono che essere positive. Il premier ha portato i temi energetici e migratori che le stanno più a cuore, ribadendo la posizione espressa dall'Italia finora: la necessità che l'Europa, sulla crisi energetica, risponda ai bisogni di cittadini e imprese e che, allo stesso tempo, non lasci i Paesi del Mediterraneo ad affrontare in solitudine il nuovo aumento dei flussi.

Alla fine, al summit Ue, c'è stato il via libera alle conclusioni del Consiglio sul capitolo energia, incluso quindi il punto in cui i leader chiedono di "stabilire un meccanismo di correzione del mercato", ovvero un price cap. Ma non c'è ancora un'intesa sulla soglia. Un punto sul quale Giorgia Meloni ha insistito fin dalla campagna elettorale.

"Se Germania, Francia e Italia trovano un accordo allora il più è fatto", sottolineano fonti europee, spiegando come i tre Paesi rappresentino ciascuno un gruppo di capitali con una specifica posizione sul tetto al prezzo del gas.

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