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Gli 007 su Crosetto: "Blitz deciso in 90 minuti. Non poteva sapere"

L'intelligence sul mancato preavviso Usa: "Per tutelarci"

Gli 007 su Crosetto: "Blitz deciso in 90 minuti. Non poteva sapere"
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Il viaggio del ministro della Difesa Guido Crosetto a Dubai nelle ore calde dell'attacco di Usa e Israele contro l'Iran diventa per la sinistra un pretesto per attaccare il governo guidato da Giorgia Meloni. Un'occasione per mettere sotto tiro anche i Servizi segreti italiani. Eppure, chi ha frequentato, in passato, le stanze di Palazzo Chigi dovrebbe avere più confidenza con determinate dinamiche. Una fonte dell'intelligence italiana, intercettata dal Giornale ieri a Montecitorio alla presentazione della Relazione annuale degli 007, fa chiarezza su almeno due punti. Il primo riguarda la presenza dell'esponente di Fratelli d'Italia a Dubai nelle ore in cui Usa e Israele hanno attaccato l'Iran.

"È stata un'azione pianificata e decisa nell'arco di un'ora e mezza, il ministro e i Servizi esteri non avrebbero potuto saperlo in tempo", dice al Giornale la fonte dell'intelligence italiana.

E sull'altro punto, la mancata comunicazione di Washington a Roma sull'attacco, oggetto in queste ore, di una durissima critica da parte delle opposizioni, in particolare dal fondatore d'Italia viva Matteo Renzi, la nostra fonte ne chiarisce il motivo: "È una scelta a nostra protezione. Vi siete chiesti perché gli Stati Uniti hanno chiarito di non aver avvisato l'Italia? Avrebbero potuto tacere. È una scelta fatta a nostra tutela, per metterci al riparo da ritorsioni iraniane. Solo chi non conosce queste dinamiche può sparare balle in libertà come stanno facendo alcuni esponenti di sinistra in questi giorni". Una ricostruzione che il direttore dell'Aise Giovanni Caravelli conferma tra le righe in chiaro, intervenendo alla presentazione del rapporto annuale sull'intelligence nell'auletta dei gruppi di Montecitorio: "Chiaramente non avevamo i dettagli dell'operazione. Posso dire senza entrare in ulteriori dettagli, che era chiaro quale fosse l'obiettivo dell'operazione militare, anche perché il dispositivo era abbastanza evidente già a partire dal mese di gennaio", spiega il numero dell'intelligence estera. Caravelli ribadisce poi che non c'è alcuna frizione tra i servizi italiani e quelli degli alleati: "I rapporti con le intelligence di Usa ed Israele sono ottimi e solidi. Chiaramente le previsioni dell'operazione in Iran sono stati dichiarati in maniera esplicita dai due presidenti già da gennaio e di questo abbiamo avuto condivisione". Il viaggio di Crosetto a Dubai viene poi trattato nel pomeriggio alle 15 alla riunione del Copasir presieduto da Lorenzo Guerini, esponente del Partito democratico. Caravelli parla per circa un'ora, toccando tutti i passaggi dalle comunicazioni di gennaio tra Italia, Israele e Usa. Fino alle ore dell'attacco.

Oggi, alle 10 alla Camera e alle 16 al Senato i ministri della Difesa Guido Crosetto e degli Esteri Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, riferiranno alle Camere. Il ministro della Difesa ieri è stato ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per fare il punto sul conflitto in Iran. Era presente anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Ieri si è riunita la war

room con i ministri e l'intelligence. Sul tavolo tanti dossier aperti: dalla possibile concessione delle basi italiane ai corridoi per il rientro dei connazionali. E poi il tema economico con le impennate dei prezzi del gas.

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