Boom di vigilantes privati: ronde pagate dalle famiglie

Agenti assoldati da condomini e assessori che fanno la guardia. Esasperati da ladri e vandali, ora gli italiani si difendono da sé

Boom di vigilantes privati: ronde pagate dalle famiglie

Troppi ladri per strada e nelle case. Cittadini e Comuni sfiduciano lo Stato e si difendono da sé.

Gli italiani non credono più alle promesse. Non si fidano di quelli che giurano che Roma c'è e che i delinquenti non l'avranno mai vinta. E allora hanno deciso di cambiare registro. E di passare dalle parole (degli altri) ai fatti.

Per capire cosa si muova nelle viscere sempre più attorcigliate del Belpaese basta dare un'occhiata alle cronache locali. Senza neppure andare troppo indietro nel tempo. Nell'ultimo mese, d'altra parte, i casi si sono moltiplicati. Esempi: un paio di giorni fa a Torre Boldone, nella Bergamasca, esasperati dai continui furti, abitanti e amministratori si sono messi a pattugliare il paese. In 40, tra cui il sindaco e gli assessori, si danno il cambio equipaggiati a dovere. E presto arriveranno addirittura un paio di visori notturni, per riuscire a scorgere il crimine anche tra le tenebre e segnalare il pericolo alle forze dell'ordine. Come già fanno i volontari del «Coordinamento azioni operative» di Ponte di Nona, alle porte di Roma, o i milanesi del gruppo che a Porta Venezia teppisti e spacciatori li tiene lontani a colpi di fischietto, mentre a San Michele Extra, in provincia di Verona, basta un volto sconosciuto per far scattare l'allerta delle sentinelle sulla rete creata su Fb e Whatsapp . E guai a chiamarli sceriffi: previsto nel pacchetto sicurezza varato dal governo Berlusconi nel 2009, l'istituto è stato decapitato l'anno dopo dalla Consulta, in nome dell'esclusività del potere statale in tema di sicurezza. Adesso, ha stabilito la Corte Costituzionale, «i sindaci possono avvalersi dell'aiuto dei volontari per un'attività di mera osservazione e segnalazione che qualsiasi cittadino potrebbe svolgere con la denuncia di reati perseguibili d'ufficio». E loro, i «qualsiasi cittadini», si sono adeguati. Con geniale senso civico. Così, se a Carpineti (nel Reggiano), i residenti si fanno incontro ai forestieri offrendo aiuto e disponibilità con garbo anglosassone e malizia italica, a Fiumicino, fiutato l'affare, hanno dato vita ad una onlus di disoccupati che, senza armi e con un obolo di 5 euro al mese per famiglia, tiene d'occhio un intero quartiere.

Certo, non tutti sono d'accordo. In molti, anzi, temono il trasformarsi degli angeli del sonno in vendicatori della notte, ma basta ritrovarsi un ladruncolo in camera da letto per cambiare subito idea. A Vigevano dal 15 novembre dalle 22 alle 6 una pattuglia di due vigilantes perlustrerà la periferia settentrionale della città. Ogni famiglia pagherà mensilmente 36 euro. Più vantaggioso il prezzo a Cervignano, nei pressi di Udine, dove con 20 euro al mese si cullerà il sogno di poter dormire finalmente sonni tranquilli. A Scarmagno, invece, vicino Ivrea, il conto lo salderà il Comune: 250 euro a settimana per il servizio di vigilanza privata e altri 120.000 euro per installare 20 telecamere a circuito chiuso.

Basterà? A giudicare da quanto accaduto a Reggio Emilia, forse no: gli inquilini del condominio di via Emilia Ospizio, per non ritrovarsi vandali e venditori di droga nell'androne, avevano assoldato una guardia giurata. È rimasta al suo posto 24 ore. I carabinieri hanno espresso timori per la sua incolumità in una zona ritenuta ad altissimo rischio e la società per la quale prestava servizio l'ha subito richiamata alla base. Nella guerra che lo Stato ha scelto di non combattere, un'altra sconfitta per i cittadini. Sempre più soli, sempre più in trincea.