Così Napoleone fu sconfitto nella guerra contro la gelosia

Nel 1797 temeva che la moglie Giuseppina avesse un amante: ecco la lettera di Napoleone

Così Napoleone fu sconfitto nella guerra contro la gelosia

Non ti amo più, al contrario, io ti detesto. Sei una disgraziata, davvero stupida, una sciocca Cenerentola. Non mi hai mai scritto; non ami tuo marito; conosci bene il piacere che le tue lettere gli danno e non riesci nemmeno a scrivergli una mezza dozzina di parole! Che fai poi tutto il giorno, madame? Quale attività è così vitale da rubarti il tempo di scrivere al tuo amante devoto? Quale affetto soffoca e spinge da parte l'amore, l'amore tenero e costante che avevi promesso? Chi può essere questo meraviglioso nuovo amante da occupare ogni vostro momento, che governa le vostre giornate e impedisce di dare attenzione a tuo marito? Attenta Giuseppina; una bella notte le porte saranno abbattute e là io sarò. In verità, sono preoccupato, mio amore, di non ricevere tue notizie; scrivimi subito una lettera di quattro pagine di deliziose parole che riempiranno il mio cuore di emozione e gioia. Spero di tenerti quanto prima tra le braccia, e di coprirti con un milione di baci, ardenti come il sole equatoriale.

(A Giuseppina Beauharnais,

primavera 1797, Italia settentrionale)

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