
"Decine di migliaia di abitazioni a prezzi calmierati". È il cuore del Piano Casa annunciato ieri dalla premier Giorgia Meloni, un dossier su cui Palazzo Chigi e il Mit di Matteo Salvini lavorano da tempo, e su cui il governo intende accelerare. L'obiettivo è abbassare i prezzi di locazioni e acquisti, con una corsia preferenziale per le giovani coppie. Multiple le direttrici di intervento: agevolazioni sui mutui, social housing e un'integrazione tra edilizia sociale e residenziale, risorse pubbliche e private. I contenuti ancora non ci sono, perché manca il decreto collegato alla legge di Bilancio che doveva vedere la luce entro giugno e che doveva tratteggiare i primi punti fermi. Quello anticipato al meeting di Rimini, infatti, affonda le radici sul Piano Casa Italia varato con la scorsa manovra per contrastare il disagio abitativo. Anche se viene assicurato che il decreto sia in dirittura d'arrivo, di certo, come spiegano fonti vicine al dossier, non si esaurirà con un solo provvedimento, ma andranno messi in campo più interventi.
Si ragiona sulle coperture, nella consapevolezza che, vista l'ambizione del piano, non potranno arrivare solo dalle casse pubbliche. Per ora di certo c'è un finanziamento pluriennale di 600 milioni di euro: "Un'inezia" ha definito la cifra lo stesso Salvini, certo che i fondi aumenteranno. "Stiamo lavorando su risorse private da mobilitare". Secondo l'Ance ci vorrebbero almeno 15 miliardi di euro. Per questo si ragiona su binari alternativi: da quelli europei di InvestEu, ai prestiti Bei, al coinvolgimento di fondi e casse di previdenza.
Il fulcro del piano è una riorganizzazione del social housing, visto che secondo dati Ance in Italia solo il 3,8% delle famiglie vive in case di edilizia sociale pubblica, contro il 24% dell'Austria, il 16% della Francia e il 29% dell'Olanda. Qualcosa è già stato avviato. Entro giugno 2026 saranno recuperati 15mila alloggi popolari nelle periferie, per cui "sono in corso più di 150 cantieri", spiega Salvini. Confedilizia chiede però anche di "far funzionare" ciò che già c'è, perché sono "86mila gli alloggi non assegnati, più altre migliaia occupati abusivamente". Si valuterà anche una riforma delle Aziende Casa - che gestiscono il patrimonio di alloggi popolari - a cui dovrà essere garantita maggiore autonomia manageriale per attrarre investimenti. Si dovrà poi monitorare il disagio abitativo. Per Salvini "bisogna intervenire sulla parte mediana della popolazione, tra i 30 e i 60mila euro", rivedendo "anche i criteri con cui si aiuta chi ha più bisogno".
E poi c'è l'altro pilastro, le garanzie pubbliche sui mutui per la prima casa per i giovani, che andranno potenziate. "L'Italia avrà un nuovo piano casa dopo decenni - dice l'azzurra Erica Mazzetti -. L'ultimo è del governo Berlusconi e risale a circa 20 anni fa. Sarà fondamentale detassare e semplificare, utilizzando le garanzie delle società statali come Sace, Invimit, Consap". Quest'ultima, che garantisce i mutui per gli under 36, è pronta a fare la sua parte. Per attrarre investimenti su edifici di social housing, si pensa a strumenti come le obbligazioni con garanzia pubblica. E qui entrerebbe in gioco Consap. Andranno poi messe in piedi agevolazioni, per esempio sulle spese notarili.
La segretaria del Pd Elly
Schelin attacca: "Salvini ha annunciato trenta volte un suo piano casa, ma l'unica cosa che hanno fatto è stato togliere il fondo per l'affitto". "Portate il piano in aula, altrimenti è la solita fuffa", sollecita Matteo Renzi.