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"Abbiamo fatto passi avanti". E continua il teatrino Pd-M5s

Conte cerca la sintesi. Ancora tensioni sui programmi, ma Pd e M5s sono pronti a cedere pur di prendersi una poltrona

"Abbiamo fatto passi avanti". E continua il teatrino Pd-M5s

"Andiamo avanti, teniamoci aggiornati". Al termine dell'incontro con le delegazioni del Movimento 5 Stelle e Partito democratico, dopo lo strappo di ieri di Luigi Di Maio sul programma, Giuseppe Conte prova a tenere in vita l'alleanza giallorossa. "L'incontro - rivelano fonti parlamentari all'agenzia Adnkronos - si è tenuto in un clima positivo". E tutte le distanze, che c'erano fino a poche ore fa, sembrano sfumare via. Sebbene entrambi i partiti riconoscano che sia stati fatti "passi avanti", i dem pretendono un "chiarimento politico" e c'è chi ricorda il problema dei due decreti Sicurezza voluti da Matteo Salvini che Nicola Zingaretti vorrebbe cancellare ma che il leader grillino sembra proponso a difendere. Ma a conti fatti sembra prevalere in entrambi i partiti la sete di potere e di prendersi al più presto il governo.

"Abbiamo fatto ulteriori passi avanti", dice Graziano Delrio all'uscita dalla sede del governo. E il suo omologo al Senato, Andrea Marcucci, sottolinea: "Abbiamo ricevuto rassicurazioni sui contenuti". Rimane, invece, la richiesta dei dem di avere un chiarimento sull'atteggiamento tenuto ieri da Di Maio: "Sul fronte politico è chiaro che c'è bisogno di un chiarimento (con il Movimento 5 stelle, ndr) ci aspettiamo che avvenga di qui a breve. Il tavolo di oggi era solo sui temi programmatici". Durante l'incontro di oggi, che è andato avanti per più di tre ore, Conte ha provato ad "accostare" i due documenti con cui i capigruppo dei due partiti si sono presentati alle consultazioni. "I punti in comune ci sono, vanno approfonditi, il lavoro procede", spiegano le stesse fonti all'Adnkronos a cui Conte avrebbe fatto trapelare un certo ottimismo sulla possibilità di trovare una sintesi sui venti punti sollevati ieri da Di Maio.

Conte, che prima di incontrare le delegazioni di Pd e M5s ha avuto un intenso faccia a faccia con il capo dello Stato Sergio Mattarella, si è preso qualche ora per provare a elaborare una sintesi tra i Cinque Stelle e i democrat in modo da arrivare al più presto, "forse già lunedì", al documento di sintesi da sottoporre ai capigruppo. Prima vredà Di Maio e Zingaretti con cui intende sciogliere i nodi ancora aperti. La sintesi, al momento, sembra a un passo sebbene le distanze su alcuni punti non siano state ancora superate. In apertura della riunione con sindaci, governatori e segretari regionali dem, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha per esempio invitato il proprio partito a non fare passi indietro sui due decreti Sicurezza che "utilizzano i migranti per perpetrare violazioni dei diritti di tutti".

Per il momento non è dato sapere su quale accordo starebbero pensando di formare il governo. Il capogruppo M5S alla Camera Francesco D'Uva ha, tuttavia, spiegato che durante l'incontro di oggi si è parlato "di programmi e del documento" che i grillini hanno già condiviso. "Si sta lavorando per andare avanti", ha assicurato promettendo che intendono chiudere "il prima possibile". Peccato che in mattinata Zingaretti sia tornato a chiedere "una stagione nuova e un governo di svolta" e che all'interno dei Cinque Stelle non sembrino così propensi a cedere. "Stiamo tenendo il punto sul programma, sulla nostra agenda politica", ha ribadito D'Uva facendo presente ai dem che "un governo si fa per portare avanti una agenda che si vuole portare avanti".

Qualora a Conte dovesse riuscire di accantonare le distanze sui programmi, tra lunedì e martedì drà il via a nuove consultazioni. A questo giro toccherà alle realtà sociali come le associazioni dei disabili e delle popolazioni terremotate. Martedì o al più tardi mercoledì, dunque, potrebbe salire al Quirinale per sciogliere la riserva e, nello stesso giorno potrebbe tenersi il giuramento così da andare alle Camere per la fiducia tra giovedì e venerdì.

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