"Persi 5 minuti...", "Insolenza". Scintille al Senato sul maxiemendamento

Il prolungarsi dei lavori in commissione Bilancio ha fatto rinviare per 5 volte la seduta di voto di Palazzo Madama sul dl Recovery. Ira di Ignazio La Russa

"Persi 5 minuti...", "Insolenza". Scintille al Senato sui maxiemendamento

Nervi tesi al Sanato durante i lavori della commissione Bilancio di Palazzo Madama sul maxiemendamento al dl Recovery, sul quale il governo ha posto questa sera la fiducia. Alla ripresa dei lavori, il presidente della Commissione, Daniele Pesco, ha comunicato il Aula al presidente di turno, Ignazio La Russa, che la relazione non sarebbe stata pronta prima delle 22. Una comunicazione che implica un ulteriore slittamento dei lavori dei senatori, che devono esaminare e votare la fiducia al ddl di conversione per l'attuazione del Pnrr. Ma il prolungarsi dei lavori in Commissione ha scatenato un battibecco serrato tra Ignazio La Russa e Daniele Pesco, in un botta e risposta che si è concluso con l'aggiornamento della seduta.

Nel momento in cui Pesco ha comunicato che il parere della commissione non sarebbe stato pronto prima delle 22, il presidente di turno ha chiesto maggiore precisione sull'orario, ricordando che ci sono già stati 4 rinvii e aggiungendo: "Vorrei essere certo per le 22, altrimenti preferisco rimandare a domani perché la cosa più importante è la dignità del Senato, che non sia rimandato di mezz'ora in mezz'ora". Le parole di La Russa hanno innervosito Presco, che ha replicato in modo piccato: "L'importante è la dignità dei cittadini per i quali siamo qua a lavorare".

La replica del presidente di turno non si è fatta attendere: "Siamo tutti qui a lavorare, e non a fare niente con le mani in mano". A quel punto, Pesco ha provocato La Russa: "Abbiamo già perso 5 minuti, saranno pronti per le 22.05". La Russa, per evitare discussioni inutili, ha chiuso il battibecco: "Questa è insolenza, le tolgo la parola, la seduta riprende alle 22.05". I continui rinvii hanno creato un certo brusio all'interno dell'aula di Palazzo Madama, e anche Fratelli d'Italia ha chiesto più precisione: "Siamo disponibili a lavorare tutta la note ma non a rinvii inutili". A dare una parvenza di giustificazione al ritardo accumulato dalla Commissione è stato il relatore Andrea Cangini: "C'è un problema tra la maggioranza, il governo e la Ragioneria, i ritardi sono dovuti a questo e non sono minimamente imputabili alla maggioranza di governo. Vista la rara sintonia che si è manifestata tra opposizione e maggioranza in difesa della funzione costituzionale del parlamento inviterei a non fare polemiche". Il nodo resta quello delle misura sula scuola su cui la Ragioneria propone una riformulazione.

Poco dopo le 22.30 è arrivato in Aula, al Senato, il via libera della Commissione bilancio al maxi-emendamento sostitutivo del ddl per l'attuazione del Pnrr presentato dal governo. Dopo il parere "non ostativo" della quinta Commissione, con alcune modifiche che sono state approvate dal governo, relative all'ambito scolastico, l'Aula ha dato il via al voto di fiducia posto dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà.

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