AstraZeneca nel mirino. Ma per i nuovi divieti sotto i 60 anni d'età tutti i Paesi aspettano il verdetto dell'Ema

Aifa e ministero della Salute in allerta, oggi il parere dell'Agenzia europea che inserirà le trombosi cerebrali tra gli "eventi avversi". Pure il Regno Unito pensa allo stop nei giovani: sospesa la sperimentazione sugli adolescenti

Tutti aspettano Ema per decidere a chi somministrare il vaccino AstraZeneca in sicurezza. Ma si fa i conti senza l'oste: le consegne proseguono a singhiozzo, (sono state dimezzate le dosi per la settimana prossima nel nostro Paese) e il braccio di ferro con la Ue continua. Tanto che l'Europa ha bloccato ben 3,1 milioni di dosi in partenza per l'Australia. Facendo infuriare il premier Scott Morrison.

Ma siamo in guerra, anche se sanitaria. E dunque si lotta. Per la sopravvivenza. E anche per capire meglio come utilizzare il prezioso siero. Per i giovani e per gli anziani, o solo per gli anziani? Over 60 o over 55? Sarà una decisione che prenderà ogni Paese anche in funzione del numero dei vaccini disponibili. In realtà, come già anticipato domenica sul Giornale, l'Agenzia del farmaco europeo sicuramente cambierà il «bugiardino» indicando, tra gli eventi avversi, anche le trombosi cerebrali, 30 in Inghilterra e altrettanti casi in Europa. In particolare, le trombosi colpiscono mediamente le donne tra i 40 e i 45 anni, ma tra le vittime ci sono anche ragazze. I maschi invece sono circa il 20%. Ancora non si è sicuri del nesso casuale tra il vaccino e gli eventi avversi, gli studi sono in corso, ma una sorta di causa-effetto è innegabile. Anche se ieri, in aiuto del vaccino anglo-svedese, arriva anche l'Oms che esclude, al momento, legami tra trombosi e vaccino AstraZeneca. E per il momento i benefici continuano a superare i rischi. Una considerazione che non cambia la sostanza: giovani sani accusano una trombosi cerebrale che li porta a volte anche alla morte. Al contrario, negli anziani questi eventi avversi si contano sulle dita di una mano.

Il problema, dunque, non è mettere sotto accusa un vaccino che funziona, ma limitarne l'uso alle categorie in cui funziona bene, quindi gli over 60. È di questo limite che si parla anche nel nostro Paese. Ieri i tecnici di Aifa si sono confrontati con il quelli del ministero della Salute proprio sulla possibilità di altre indicazioni per il vaccino, ma le decisioni arriveranno solo dopo una dichiarazione ufficiale dell'Ema. Da cui si aspettano indicazioni dettagliate. Se lo augura il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. «È possibile, per maggiore precauzione, che l'Ema indichi che per una determinata categoria è meglio non utilizzare il vaccino AstraZeneca». In ogni caso, secondo Sileri, dovrà essere Ema a dare «raccomandazioni», serve «uniformità in Europa».

In effetti si va in ordine sparso. L'ultima, in ordine decisionale, è stata l'Olanda che ha sospeso per tutti la somministrazione di AstraZeneca fino ad oggi in attesa di chiarimenti. La Francia, dopo 12 casi accertati di trombosi, ha vietato il vaccino di Oxford sotto i 55 anni, la Svezia lo ha permesso agli over 65, mentre la Germania lo ha bloccato nella popolazione sotto i 60 anni dopo ben 31 casi di trombosi, quasi tutte a livello cerebrale, su persone giovani. L'Italia temporeggia, così pure la Gran Bretagna dove l'Agenzia del farmaco britannica (Mhra) starebbe pensando di limitare l'uso del vaccino nei più giovani, forse sotto i 30 anni e ieri ha sospeso la sperimentazione del siero sui giovani tra i 6 e i 17 anni. Fino ad ora, il Regno Unito ha registrato 30 trombosi sospette e 7 decessi su 18,1 milioni di dosi somministrate a causa di rari trombi sviluppati dopo il vaccino.

In attesa di cambiamenti, forse radicali, la soluzione viene suggerita da chi questo «raro evento avverso» l'ha vissuto sulla propria pelle. In un esposto alla Procura di Messina, i genitori della docente di 55 anni, morta dopo una settimana di coma, hanno invitato a «disporre l'immediata sospensione cautelativa di AstraZeneca per gli over 60».

Ma non tutti sono per le limitazioni. Il microbiologo Andrea Crisanti cerca di calmare gli animi e sostiene che «in queste condizioni non esiste un vaccino sicuro al 100 per cento, anche per la velocità con cui sono stati studiati». Ma non bisogna farsi prendere dal panico per evitare effetti devastanti sulle convinzioni della popolazioni. «Ricordo che al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che giustifichi un nuovo eventuale stop di AstraZeneca: i rischi sono bassissimi, parliamo di 25 casi, di cui 8 mortali, su 30 milioni di vaccinati spiega l'esperto - Io credo sia pericoloso creare nuovi dubbi sul vaccino perché così si rischia di far saltare l'intera campagna vaccinale e di vivere altri due anni e mezzo con il Covid».

E qualche danno collaterale è già stato segnalato dal governatore della Campania Vincenzo De Luca, che si appella all'esecutivo: «È urgente che il governo chiarisca l'utilizzabilità di AstraZeneca. Il disastro comunicativo e le decisioni di altri Paesi stanno determinando una situazione di crollo nelle somministrazioni».

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