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La Albanese torna: tace sull'Iran e si scatena sul ddl antisemitismo. "Difende l'apartheid di Israele"

Schiaffo al lavoro dei partiti sui testi di Delrio e altri L'odio per lo Stato ebraico non dev'essere frenato

La Albanese torna: tace sull'Iran e si scatena sul ddl antisemitismo. "Difende l'apartheid di Israele"
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Per Francesca Albanese, il lavoro del Parlamento sull'antisemitismo è una vergogna. "Ignominioso", così definisce l'impegno per arrivare a un testo condiviso. Per la relatrice Onu, serve solo a difendere "l'apartheid" di Israele.

È inconfondibile, lo stile della giurista irpina. Qualche giorno fa, di fronte alla sua clamorosa indifferenza per le sorti dei manifestanti iraniani minacciati dalla repressione del regime di Teheran, ha spiegato che lei si attiene "con rigore" al suo mandato alle Nazioni Unite.

Per mesi si è fatta fotografare agli scioperi, ha aderito a eventi discutibili, ha dispensato le sue considerazioni sul capitalismo e l'Occidente, ha martellato su Israele con la consueta faziosità, infine ha condannato l'intervento Usa in Venezuela; ma quando si è trattato di solidarizzare con le proteste degli iraniani contro la teocrazia islamista, si è improvvisamente ricordata del "rigore" del suo mandato e si è limitata a condividere una presa di posizione rituale, di condanna, dei relatori speciali Onu. Quindi si è tuffata di nuovo nella sue irrefrenabili esternazioni. Così, ieri, ha reso noto il suo dispiacere nel "vedere le forze politiche in Italia correre per promulgare una definizione di antisemitismo il cui unico scopo è quello di fermare il controllo dell'apartheid di Israele". "Correre".

La questione è il lavoro preparatorio che in commissione si sta facendo per arrivare a una legge di contrasto dell'antisemitismo che recepisca la definizione operativa dell'International Holocaust Remembrance Alliance. Se ne era parlato molto ai primi di dicembre, quando il Pd aveva incredibilmente stoppato il ddl del "suo" Graziano Delrio, firmatario di uno dei cinque testi base in materia (ora c'è anche una proposta Gelmini). Materia urgente, come si vede dalle cronache italiane e non solo. Le Comunità ebraiche considerano "indifferibile" la legge, lo ha spiegato la presidente Noemi Di Segni, visto anche il clima sempre più inquietante che si è registrato, anche in Italia, in coincidenza con la guerra di Gaza e con una narrazione unilaterale e mistificatoria su Israele e sulla storia, 7 ottobre compreso. Ma sono molti a sollecitare un intervento. Per Albanese, invece, è una "vergogna". "Doppiamente ignominioso - ha commentato, scatenata - sfrutta la memoria dell'antisemitismo del secolo scorso e garantisce l'impunità per i crimini commessi oggi da Israele". Quella dell'Ihra in realtà è una semplice definizione operativa, che tiene conto del nuovo odio anti-ebraico, spesso rivolto contro Israele in quanto tale.

Una definizione che tra l'altro il governo Conte ha adottato nel 2020, allineando l'Italia ad altri Paesi europei e nominando un coordinatore contro l'antisemitismo. Qualcuno a sinistra deve essersene dimenticato, visto il fuoco di sbarramento che un mese fa è arrivato contro il tentativo di Delrio.

Il nodo, come si capisce, è proprio Israele, lo Stato degli ebrei demonizzato, accusato ossessivamente - da decenni - di "genocidio", di "sterminio", mentre il sionismo è dipinto come una riedizione del nazismo (anche qui la matrice è sovietica). "La cronaca - ha spiegato il professor Ugo Volli, sentito in commissione - mostra che l'antisemitismo oggi non parla più di deicidio o di razza, che sono fuori moda, ma di Israele. Non è vero che l'odio per Israele e per la sua autodifesa ha suscitato l'antisemitismo, è l'antisemitismo che ha determinato l'odio per Israele". Gadi Luzzatto Voghera, direttore della Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea, qualche giorno fa ha spiegato che anche la Shoah viene usata contro Israele, denunciando "iniziative che associano Gaza al Giorno della Memoria". "Si tratta di distorsione della Shoah e della storia, pura e semplice - ha detto l'esperto- magari inconsapevole o non voluta, ma che tale rimane". E se il governo, che assume iniziative per gli studenti palestinesi, viene accusato di "schedarli" come con le leggi razziali del 1938 ("desta sgomento" dice proprio Albanese) si capisce quale sia il livello di questa ossessiva strumentalizzazione della storia.

"Il nuovo antisemitismo non nega la Shoah, se ne appropria" ha spiegato intanto in commissione il professore David Meghnagi, docente e psicanalista, con una

storia di sinistra, che ha parlato di un pericolo antisemitismo "collegato alla demonizzazione di Israele". Una "questione democratica e di ordine pubblico" ormai, ma per cui la sinistra non sembra avere "gli anticorpi".

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