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Altra strage in famiglia: taglia la gola ai figlioletti e si butta in un pozzo

L'uomo, disoccupato e depresso, prima di uccidersi ha urlato ai carabinieri: «Avete visto quello che ho fatto?»

Giorgio GalvaniPerugia Ancora una tragedia tra le mura di casa: uccide a coltellate i figli e poi si ammazza gettandosi nel pozzo della propria abitazione. La moglie, che aveva tentato di frapporsi, seppur ferita è riuscita a sfuggire alla follia omicida del marito. È accaduto ieri mattina a Vaiano, frazione del comune di Castiglione del Lago in provincia di Perugia. Un borgo in cui abitano 200 anime.È stata la donna, Caterina, intorno alle 11, a dare l'allarme dopo essersi rifugiata in casa dei vicini. Maurilio Palmerini, 58 anni, quando sono arrivati i carabinieri, si è tolto la vita davanti ai loro occhi. Urlando: «Vi rendete conto di quello che ho fatto? Non provate a fermarmi». E si è lanciato nel pozzo. Quando i militari sono entrati nell'abitazione la scena è stata raccapricciante: i ragazzini, Hubert, 13 anni e la sorellina Giulia, di otto, erano morti, trafitti alla gola dalle coltellate. Per recuperare il corpo di Palmerini, a circa trenta metri di profondità, sono dovuti intervenire i sommozzatori dei Vigili del fuoco.Una brava persona, «onesta e perbene» ricorda chi lo conosceva, ma anche un uomo con seri problemi di depressione, tanto da essere seguito anche dai servizi sociali del comune di Castigione del Lago.A ricostruire esattamente l'accaduto è stata Caterina, la moglie quarantasettenne di origini polacche. Lei, dopo aver cercato inutilmente di proteggere i suoi figli, era scappata rifugiandosi nella casa più vicina in cui vive una anziana signora insieme con la badante. L'uomo l'aveva inseguita, ma per fortuna senza riuscire a colpirla ancora. Di fronte alla porte sbarrate, aveva dovuto desistere.Una vita difficile quella della famiglia Palmerini. Lui, un passato da rappresentante di farmaci e poi da operaio, era di fatto senza occupazione, lavorava quando trovava qualcosa e la moglie cercava di aiutarlo come poteva, anche lei con lavori saltuari. Ma arrivare a fine mese si stava facendo sempre più difficile, gli avevano pignorato anche l'abitazione, una casetta di mattoncini rossi con intorno ulivi, cipressi e pini, a ridosso di una strada bianca poco fuori dal centro abitato. «Sono sconfortato e addolorato, soprattutto perché questa tragedia riguarda i minori. È il sintomo della disgregazione della societa», commenta amaramente Sergio Batino, sindaco di Castiglione. «Non conoscevo Maurilio Palmerini di persona», spiega il sindaco, accennando ai problemi di depressione dell'uomo e ricordando che «il Comune nel recente passato aveva fornito aiuto alla sua famiglia». «Ora per Caterina - annuncia infine il borgomastro- faremo tutto il possibile, presto andrò a trovarla per offrirle sostegno ed intervenire con gli strumenti a disposizione dell'amministrazione».

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