Compare una nuova sindaca tra i supporter del giordano Mohammad Hannoun. Si chiama Vittoria Ferdinandi ed è la prima cittadina Perugia. Candidatasi come civica con la lista "Anima Perugia" e sostenuta dal campo largo, era in piazza insieme agli altri sindaci di sinistra il 17 di settembre. Stesso evento in cui ha parlato anche il presidente dell'Api, oggi indagato per aver inviato soldi ad Hamas tramite le sue associazioni. C'erano anche il sindaco di Milano Beppe Sala, quello di Bologna Matteo Lepore, la sindaca Sara Funaro (Firenze), Vito Leccese (Bari) e Stefano Lo Russo (Torino), e Silvia Salis di Genova. Quest'ultima ha minacciato di querelare chiunque diffondesse menzogne, così come la sua collega Ferdinandi: "Insieme ai miei legali stiamo verificando con attenzione ogni affermazione pubblica che possa risultare lesiva della mia persona, di quella dei componenti della Giunta comunale e, soprattutto, dell'istituzione che mi onoro di rappresentare. Non ho mai conosciuto personalmente Mohammad Hannoun, né ho mai avuto rapporti diretti o indiretti con lui. Ho appreso della sua esistenza e dell'indagine in corso esclusivamente attraverso le notizie di stampa, dopo l'arresto". E perché, allora, i profili social di "Anima Perugia", oggi associazione "politico-culturale fatta da persone che credono nella forza della cultura" (così si definiscono sul loro sito), hanno rilanciato una manifestazione in cui è presente Hannoun (come conferma la locandina stessa) del 27 settembre? La sindaca non sapeva cosa facesse il gruppo che l'ha sostenuta in tempi di campagna elettorale? Difficile che la Ferdinandi non lo sapesse anche perché lei stessa era in piazza IV novembre come testimoniato da un lungo video che la sindaca stessa ha postato sui propri social. Contattata da Il Giornale, il presidente dell'associazione, Valentina Vignaroli, conferma che "abbiamo condiviso la locandina relativa a questa manifestazione, come molte altre. L'obiettivo del nostro impegno era ed è quello di appoggiare tutte le iniziative volte a sostenere la libertà e il riconoscimento del popolo palestinese". Ma, quando le viene chiesto se non ritenga opportuno discostarsi da chi ha invocato la legge del taglione in piazza risponde che "non ci compete questo giudizio, saranno le autorità competenti ad occuparsene".
E, infatti, le autorità se ne sono occupate: Hannoun per le frasi dette in piazza ha ricevuto un daspo da Milano e oggi è in carcere con l'accusa di finanziamento del terrorismo. Intanto, spuntano i post di Andrea Ferroni, il capo di Gabinetto della sindaca, che in alcuni post su Facebook inneggia al Maresciallo Tito, il comunista sanguinario che guidò la Jugoslavia.