Ancona, incubo di fuoco. Maxi incendio al porto e nube nera sulla città

Ci sono volute ore per spegnere le fiamme. Chiusi parchi e scuole per timori di gas tossici

Le fiamme sono divampate poco dopo la mezzanotte di ieri. Il vasto incendio ha interessato la zona centrale del porto di Ancona, una superficie di 40mila metri quadrati con 6 capannoni e, secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco, è stato domato soltanto verso mattina. Non ci sono state vittime nè intossicati.

Il rogo è scoppiato nel deposito della ex Tubimar, alla Darsena Marche, che dal 2019 è stato trasformato in un magazzino di vernici, solventi e vetroresina, sostanze che potrebbero risultare tossiche. Alle 10 di ieri la struttura era ridotta a un cumulo annerito di macerie. Il magazzino sarebbe dovuto diventare un Posto di Controllo frontaliero sanitario, con un progetto presentato nello scorso mese di luglio dall'Autorità di Sistema Portuale.

L'incendio si è velocemente propagato ad altri capannoni, sfiorando un deposito di metano e uno stabilimento per il congelamento del pesce, dove lavoravano alcune persone che sono riuscite a mettersi in salvo. Le fiamme hanno fatto esplodere alcune bombole, molto probabilmente di acetilene, che hanno scosso nella notte il centro di Ancona.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno immediatamente chiesto rinforzi, arrivati dal presidio in aeroporto e da Pesaro e Macerata; 12 squadre hanno lavorato tutta la notte e già intorno alle 3 le fiamme erano state circoscritte. Si è mobilitata anche la protezione civile regionale e i soccorritori del 118, mentre carabinieri e polizia hanno isolato tutta la zona.

La colonna di fumo si è allungata sulla strada che dal porto attraversa i vari quartieri di Ancona, fino al Conero: ieri mattina si percepiva l'odore acre oltre i comuni di Sirolo e Numana. L'Arpam ha eseguito alcune rilevazioni per stabilire la qualità dell'aria, i cui risultati verranno resi noti nel più breve tempo possibile, ma nel frattempo il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, in via precauzionale, ha deciso la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, di tutte le attività all'aperto, compresi gli impianti sportivi e i parchi, e ha consigliato ai cittadini di tenere porte e finestre chiuse e di limitare gli spostamenti. Nel tardo pomeriggio di ieri Mancinelli ha rinnovato lo stop delle attività e la chiusura delle scuole anche per oggi. Angelo Molinari, direttore e coordinatore del comando provinciale dei vigili del fuoco di Ancona, ha descritto così il rogo: «Quando sono arrivato, verso le 7:30 di ieri mattina, la forte colonna di fumo interessava ancora la città fino alle zone abitate, l'aria era irrespirabile. La conformazione dell'area ci ha comportato grosse difficoltà». Molinari ha ricordato che qualche anno fa andò a fuoco l'Ancopesca, uno stabilimento per la lavorazione del pesce. «Anche allora le problematiche erano le stesse, grande estensione e presenza di numerosi materiali plastici». Sull'origine dell'incendio resta cauto: «Al momento tutte le ipotesi sono aperte - ha precisato - siamo ancora in una fase di spegnimento ed è prematuro sbilanciarsi. Andremo avanti ancora per 24, 48 ore, in questo momento siamo 50 uomini e 30 mezzi da Pesaro, Macerata e Ascoli».

I sei magazzini dell'area bruciata sono stati dati in concessione a privati. Alberto Rossi è uno dei concessionari: «Sono andati in fumo 5mila metri quadrati di magazzino. Del materiale che era all'interno, attrezzature per navi, ferro, pistoni, cilindri, niente di tossico, non è rimasto nulla. Tutto è distrutto». Nel pomeriggio ieri il sindaco Valeria Mancinelli ha rassicurato via Facebook: «Dai primi rilievi sembra non ci siano problemi di inquinamento».

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