Anna e quel vestito pensato per il Colle

Anna Finocchiaro capogruppo Pd del Senato giorni fa ha sfoggiato un vestito nuovo (o comunque mai visto dai suoi colleghi) bianco e nero. Molto glamour. E fin qui niente di strano. Se non fosse che chi ha notato il piacevole dettaglio lo ha subito trasformato in cattiveria sussurrando: «Il vestito lo avrebbe voluto indossare da Capo dello Stato, ma le sta bene comunque».

Bersani vuole il «metodo Mattarella» forever, per difendere l'identità di quella che lui chiama «Ditta». Non si è accorto che la Ditta ha cambiato destinazione d'uso, (non protetta dalla legge sulle botteghe storiche ancorché Oscure). Dei vecchi prodotti, sono rimasti invenduti pacchi di Civatelli, fagotti di Fassinotti, scatole di Cuperlini che nessuno vuole neanche in saldo.

La sua famiglia è molto grande. Solo dalla prima moglie (Allegra) ha avuto tre figli, dall'attuale compagna, Eleonora Tabacchiera, altri due. Ma non è questa la ragione per cui Alfio Marchini cerca una nuova casa in centro. Come consigliere Marchini deve recarsi spesso in Campidoglio. E lui spera di doverlo fare presto anche da sindaco.

Il ministro della Cultura Dario Franceschini l'altro giorno alla Camera è stato sentito dire: «Con tutto quello che ho fatto per Sergio Mattarella mi dovrebbe come minimo fare senatore a vita. Peccato che di senatori a vita non se ne facciano più». Già. Sicuramente il ministro che è uomo di spirito scherzava convinto di stare lontano da orecchie indiscrete. Ma scherzava?

Si sa come gira il mondo: un giorno nessuno ti si fila, il successivo, se c'è qualcosa da ottenere, ecco le cordialità untuose di un sacco di amici. È un po' quello che sta accadendo a Vincenzo Morgante, direttore del TgrRai, «figlioccio» del presidente della Repubblica, oggi corteggiatissimo da colleghi che fino all'altro ieri nemmeno gli rivolgevano la parola.

Sospiro di sollievo a metà per il Pd tra le torri della Regione Emilia-Romagna. Il tribunale di Bologna, infatti, ha archiviato la posizione del governatore Stefano Bonaccini ( nella foto ) nell'ambito dell'inchiesta sulle spese pazze dei gruppi della passata legislatura. Le poche migliaia di euro di spesa contestate al successore di Vasco Errani «non appaiono oggettivamente incompatibili per tipologia ed entità con l'attività consiliare», scrive il gip Domenico Panza. «Ho sempre avuto piena fiducia nella magistratura», giura ora il governatore. Ma se Bonaccini è stato archiviato, la maggioranza dei consiglieri regionali indagata per peculato, Pd compresi, viaggia verso il rinvio a giudizio.

È stato condannato dal Tribunale di Palermo il deputato regionale del Pd Fabrizio Ferrandelli per aver diffamato l'allora sindaco di Palermo Diego Cammarata. La storia risale alla seduta del Consiglio comunale del 18 giugno 2008, quando Ferrandelli, che era capogruppo di Italia dei Valori, chiese al presidente del Consiglio Comunale, Alberto Campagna, di smentire una voce appresa per strada, secondo cui il sindaco sarebbe stato ricoverato in ospedale per overdose. Cammarata sporse querela e nel marzo del 2009 citò in giudizio il consigliere comunale, con una richiesta di risarcimento 1 milione e 550 mila euro. Una voce pesante, che in poco tempo era diventata tormentone, fino a fare il giro di tutta Palermo con un tam tam durato intere settimane. Poi la smentita, da parte del primo cittadino, che dimostrò con le analisi del sangue la falsità delle affermazioni.

Passo indietro di Beppe Grillo ( nella foto ). Il tour mondiale in programma in Europa e Stati Uniti tra il 13 marzo e il 14 aprile per il momento non si farà. Tutto in stand by, probabilmente per stare più vicino alla propria creatura che in Parlamento annaspa tra diatribe interne e continue diaspore di deputati e senatori. E così il Rabdomante tour che doveva esordire appunto il prossimo 13 marzo a New York resta un bel punto di domanda. Così come sono state cancellate le altre date finora previste in calendario: Londra, Locarno, Zurigo, Colonia, Stoccarda e Monaco. Sembra infatti che il fondatore del M5S, ancora scottato dal caso Quirinale, voglia concentrarsi esclusivamente sul partito per giocare fino in fondo la partita delle Regionali.

Cancellate quindi sette serate su otto, sopravvive per ora solamente quella del 30 marzo a Bruxelles, anche se, scrive il sito Vanghettate.it , «ci sono ancora molti posti disponibili». Tanto che sorge il dubbio che il motivo delle cancellazioni non sia solo la volontà di Beppe di tornare a dedicarsi di più alla politica. Poco tempo fa infatti il comico aveva confessato il desiderio di staccare da comizi e strategie di partito. Non sarà invece che rinuncia a esibirsi perché i teatri rischiavano di restare vuoti e il tour prometteva di essere un flop? Alcuni dei siti dei luoghi che dovevano ospitare gli spettacoli di Grillo riportano già le istruzioni per avere indietro i soldi del biglietto e non indicano nuove date in programma. E anche sul blog del leader del Movimento 5 Stelle si trova la conferma delle soppressioni.

Non è bastato al navigato Beppe scegliere Paesi e città - Svizzera, Germania, New York - con un alto numero di immigrati italiani per assicurarsi il sold out . Ed è stato costretto a fare marcia indietro. Forse ha perso un po' di smalto e se il suo appeal sul pubblico sta calando farebbe bene a preoccuparsi anche per la presa sugli elettori...

di Romana Liuzzo

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