Mille miliardi di dollari, una cifra che fino a pochi anni fa sembrava pure fantascienza e che oggi consacra il nuovo ordine mondiale della tecnologia. Ieri Anthropic ha abbattuto il muro del trilione di valutazione, effettuando lo storico sorpasso ai danni di OpenAi, ferma a circa 880 miliardi, riscrivendo così la storia della Silicon Valley.
Nonostante le tensioni tra la startup guidata da Dario Amodei e il Pentagono, è innegabile che la caccia alle azioni di Anthropic ha scatenato una vera e propria febbre. Guardando alle transazioni su Forge Global, sembra che gli investitori arrivino a offrire case in cambio di quote, mentre la domanda per OpenAi appare inaspettatamente stagnante. A trainare questo boom di richieste è l'entusiasmo per i risultati di Claude Code, il nuovo assistente alla programmazione in grado di leggere interi database e automatizzare le attività complesse di ingegneria del software, che sta convincendo i mercati sulla capacità di Anthropic di generare ricavi solidi e crescita costante. E anche Claude Mythos, nel mirino di Trump per la sua capacità di identificare e risolvere vulnerabilità di sicurezza nei browser, ha giocato la sua parte. Inoltre, Google ha anche annunciato di essere pronta a investire 40 miliardi nella società, di cui 10 da subito.
Ma il traguardo finanziario è solo la superficie di una guerra che si combatte non solo sulle Borse e a suon di algoritmi, ma anche nei tribunali statunitensi. Lunedì, il giorno 27 aprile, i riflettori si accenderanno tutti su Oakland per l'apertura di quello che è già stato definito come il processo del secolo: lo scontro frontale tra Elon Musk e Sam Altman. Il fondatore di Tesla accusa il suo ex alleato di aver tradito la missione originaria della società, trasformando un progetto nato per il bene dell'umanità in una "filiale a fini di lucro" blindata dagli accordi con Microsoft. Altman, dal canto suo, si prepara a una difesa totale, sostenendo che le azioni di Musk, che chiede un risarcimento da 130 miliardi di dollari, siano dettate da meri interessi competitivi per favorire la sua xAI. Anche in questo caso, la posta in gioco non è solo economica: la desecretazione di documenti interni e messaggi privati, come riportati dal Washington Post, mette in luce le complesse reti di potere che collegano i nomi più influenti del pianeta. Un esempio su tutti è Mark Zuckerberg, che privatamente avrebbe proposto a Musk di utilizzare le sue piattaforme social per sostenere i suoi interessi.
Le sfide tecnologiche però, non si limitano ai confini statunitensi, ma il conflitto si è allargato anche su scala globale assumendo i connotati di una nuova Guerra Fredda. Nelle ultime ore, la Casa Bianca ha alzato drasticamente i toni dello scontro con Pechino, accusando ufficialmente il governo cinese di aver orchestrato una massiccia operazione di spionaggio informatico per sottrarre segreti industriali e codici sorgente dei modelli americani. "Gli Stati Uniti dispongono di prove che dimostrano come soggetti stranieri, principalmente in Cina, stiano conducendo operazioni di clonazione su scala industriale per appropriarsi dell'intelligenza artificiale americana", ha dichiarato Michael Kratsios, responsabile per la scienza e la tecnologia della Casa Bianca, in un post pubblicato su X.
Nel frattempo, con o senza i segreti statunitensi, non ci sono dubbi sul fatto che la Cina continui a correre con l'Ia, proprio ieri ha annunciato il nuovo programma di DeepSeek, completamente basato sui chip Huawei, che dovrebbe essere più efficiente e meno costoso dei
suoi concorrenti americani.Tra valutazioni record, veleni giudiziari e tensioni geopolitiche, è ormai chiaro che l'Ia ha smesso di essere una promessa del futuro per diventare il terreno di scontro più violento del presente.