Anzaldi: "Casalino arrogante, non giochi al piccolo Gf"

Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva, attacca Casalino sulla fuga di notizie del Dpcm dell'8 marzo: "C'è stata una conferenza stampa prima dell'emanazione del decreto. Sono errori che portano alla morte"

Anzaldi: "Casalino arrogante, non giochi al piccolo Gf"

"Casalino può dire quello che vuole. Non c’è stata nessuna fuga di notizia, è stata fatta una conferenza stampa per dire 'chiudiamo la Lombardia' da domani o dopodomani e, poi, l’hanno chiusa dopo tre giorni". Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva, replica così al portavoce del presidente del Consiglio, Rocco Casalino, che, intervistato dal Corriera della Sera, ha respinto l'accusa di chi ritiene il suo ufficio comunicazione responsabile dell'esodo di molti fuorisede dalla Lombardia al Sud Italia.

Italia Viva è stato tra i partiti più critici su come il Governo ha comunicato in queste settimane. Lei che ne pensa?

“Trovo l’intervista auto assolutoria di Casalino innanzitutto uno schiaffo all’Ordine dei giornalisti, all’Associazione stampa parlamentare, alla Fnsi e all’Usigrai, che sono dovuti intervenire con comunicati ufficiali e forti prese di posizione dopo il vergognoso episodio della diretta Facebook notturna del sabato sera con la quale Conte ha interrotto le normali trasmissioni serali per annunciare un decreto che non avrebbe visto la luce prima di altre 24 ore, senza accettare domande e senza mettere né la stampa, né in particolare la Rai nelle condizioni di fare il proprio lavoro. Tutti hanno criticato quella diretta, compresi i costituzionalisti. Casalino doveva solo chiedere scusa e assicurare che non sarebbe più accaduto, invece ha avuto l’arroganza di dirsi bravo da solo”.

Quindi lei conferma la bocciatura di come Palazzo Chigi ha comunicato questa emergenza?

“Il disastro è sotto gli occhi di tutti. Gli annunci per occupare le prime pagine dei giornali, senza prima aver preparato a dovere i provvedimenti, si sono rivelati dei drammatici autogol, come la fuga nottetempo da Milano, le critiche di industriali e sindacati a Dpcm annunciati senza che fossero scritti e concertati, etc. Oggi Casalino dice che non è colpa sua: quindi se la comunicazione del Governo fa acqua, lui non c’entra nulla pur essendone il portavoce, mentre quando c’è da riconoscere meriti ad altri, allora se li accaparra lui”.

A cosa si riferisce?

“Nella sua intervista Casalino si arroga il merito di aver lanciato e istituzionalizzato la campagna nata con l’hashtag ‘iorestoacasa’. Peccato che quella campagna, forse l’unico episodio di successo di comunicazione in tutta questa emergenza, sia nata da un’idea del suo predecessore, il deputato del Partito democratico Filippo Sensi, che l’ha lanciata per primo su Twitter. Perché non riconoscerglielo? L’unica idea buona rubata da Palazzo Chigi non è farina del sacco di Casalino, capisco sia difficile da ammettere, però, allora meglio evitare interviste per lodarsi da solo. Tra l’altro dall’intervista si capisce che Casalino non abbia per nulla chiaro quale debba essere la funzione informativa di Palazzo Chigi, mostra di non conoscere la legge”.

Quale legge?

“Casalino parla di ‘Ufficio comunicazione’ di palazzo Chigi, ma non esiste nessun ufficio comunicazione, quello che lui dirige è l’Ufficio stampa della presidenza del Consiglio, disciplinato dalla legge 150 del 2000. La funzione istituzionale del suo ufficio è una funzione d’informazione prettamente giornalistica, deve informare la stampa delle attività istituzionali, non giocare al piccolo Grande Fratello con dirette Facebook continue senza domande né confronti, oppure giocare con le informazioni riservate date in anteprima a questo o quel direttore creando disparità".

Ma, quindi, lei chiede le dimissioni di Casalino?

"No, non chiedo le sue dimissioni. Casomai è Casalino che ha dichiarato di volermi querelare ed è stato condannato da tantissimi colleghi e io ancora aspetto una parola chiara di condanna dalle presidenze delle Camere e dalla presidenza del Consiglio. Io, come ho detto in passato, a seguito di gravi errori che tutti ricordano – e la situazione non era così grave ed emergenziale -, ritengo solo che l’ufficio stampa andrebbe integrato con personalità di alto profilo, cosa che i grandi presidenti del Consiglio avevano in passato".

Sconfessando l’operato di Casalino, lei sta sconfessando indirettamente anche quello del premier Giuseppe Conte?

"Conte non è uno di quelli che ubbidisce ciecamente a quello che gli dice Casalino, ma, se, al suo posto, ci fosse stato una personalità di spessore e di curriculum adeguato, il dibattito tra il presidente del Consiglio e il suo portavoce sarebbe andato in un’altra direzione".

La partecipazione di Casalino a molte riunioni istituzionali, molto spesso seduto proprio accanto a Conte, non genera confusione e ulteriori problemi?

"Qui il problema non è l’immagine, è la realtà. Qui si fanno errori in continuazione e, in questa situazione, vuol dire migliaia di italiani che, per un annuncio di un decreto che ancora non c’è, salgono sul treno e vanno in Sicilia a creare dei focolai che non c’erano e fanno morire decine di anziani nelle case di cura. Giustamente chi torna dal Nord, la prima cosa che fa è andare a trovare la madre e la contagia e la condanna alla morte inconsapevolmente. Non si tratta più di un’intervista sbagliata, qui è un errore che porta alla morte".

Casalino, però, sostiene di non essere lui il responsabile della fuga di notizie?

"Non è così. Non lo dico io, è registrato. Un altro portavoce avrebbe detto: 'No, prima facciamo il decreto e, poi, quando ci sono già i militari alle stazioni, una conferenza stampa per illustrarlo'. Invece, si è scelto di fare diversamente".

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