Asse Pd, Iv e azzurri per il "passaporto" in Parlamento

Green pass, appelli a Fico e Casellati: dare il buon esempio. Palazzo Chigi chiede il tampone ai cronisti

Asse Pd, Iv e azzurri per il "passaporto" in Parlamento

L'ipotesi di introdurre il green pass anche per accedere al Parlamento divide in partiti. Da una parte ci sono Pd, Forza Italia e Italia Viva che spingono per introdurlo, dall'altro - quasi sempre in silenzio - gli altri, scettici o contrari in generale all'obbligatorietà del passaporto vaccinale. La posizione del M5s è stata espressa dal presidente della Camera Roberto Fico: «Non mi sento molto vicino alla posizione di dire qui dentro si entra solo con il green pass». Ieri però Fico ha corretto il tiro: «Vedremo cosa uscirà dal Consiglio dei ministri, ma quello che sarà per i cittadini italiani sarà per i parlamentari italiani».

Mentre i fronti contrari mantengono un profilo basso, sono le forze politiche favorevoli a prendere l'iniziativa. I due capigruppo di Forza Italia, Anna Maria Bernini e Roberto Occhiuto, hanno annunciato che i parlamentari azzurri dovranno essere dotati di green pass, in attesa che il requisito venga esteso a tutti i membri di Camera e Senato in modo da dare un «positivo esempio» ai cittadini «a cui stiamo chiedendo sacrifici». Anche il vicepresidente azzurro Antonio Tajani è convinto che «tutti i parlamentari debbano vaccinarsi o quanto meno avere il covid-pass».

La stessa richiesta arriva dai vertici dei gruppi Pd e Iv. «Non si capisce perché il Parlamento debba essere unico luogo pubblico senza greenpass» twitta il senatore Pd Andrea Marcucci. «Facciamolo subito!» dice Alessia Morani, deputata del Pd: «Il tema è importante, in una fase difficile come questa, di recrudescenza del virus, credo che sia fondamentale che la politica dia il buon esempio». Il capogruppo di Iv al Senato, Davide Faraone, si rivolge alla presidente Casellati perchè «il Senato non può e non deve essere esente dagli obblighi che il governo si appresta a stabilire per l'intera comunità nazionale». Allo stesso modo Maria Elena Boschi, capogruppo dei deputati renziani, invita Fico a «voler avviare quanto prima le opportune iniziative affinché il green pass costituisca per i deputati requisito per l'accesso ai locali della Camera». Sulla stessa linea Gaetano Quagliariello, vicepresidente nazionale di «Coraggio Italia»: «Non può esistere una scatoletta di tonno con tonni più uguali degli altri» dice, facendo un mix tra Orwell e la celebre metafora grillina.

La Lega non spinge in questa direzione, ma Matteo Salvini si meraviglia della posizione di Fico: «è curioso che il green pass possa riguardare gli italiani e non i parlamentari». Non si pronuncia sul tema Fdi, solo La Russa propone una soluzione alternativa: «I non vaccinati potremmo metterli al piano di sopra, distanziati e con mascherina. Gli altri vaccinati, senza mascherina e vicini, di sotto. Questa è la mia opinione, non discriminante ma di precauzione».

Per entrare a Palazzo Chigi invece non basta neppure il green pass. Ai cronisti accreditati per la conferenza del premier Draghi è stato chiesto, oltre al pass vaccinale, di esibire «un referto di esito negativo del tampone antigenico rapido effettuato non oltre le 24 ore precedenti». Questo perchè, hanno fatto notare da Chigi, il vaccino protegge chi si è vaccinato ma non gli altri, e non tutti in sala stampa possono attualmente esibire il certificato verde.

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