In Sicilia scoppia il caso su numeri posti letto

Bufera dopo la pubblicazione di un messaggio vocale del dirigente generale. Fava: "Stiamo alterando la realtà per evitare di finire in zona rossa?". Arrivano gli ispettori

È bufera in Sicilia in seguito alla pubblicazione di un messaggio vocale inviato da Mario La Rocca, dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica della Regione, ai manager di Asp e delle strutture ospedaliere presenti sul territorio. Nell'audio incriminato, riportato da "La Sicilia", emergerebbero delle alterazioni sui numeri legati all'emergenza Coronavirus riportati dall'amministrazione locale. Un fatto che ha provocato l'immediata reazione di Claudio Fava, presidente della commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, che ha richiesto l'immediato intervento del ministero della Salute.

Nel messaggio vocale, datato 4 novembre, si sente La Rocca parlare ai menager dei dati riportati periodicamente su Cross, la piattaforma online della Protezione civile. "Oggi su Cross dev'essere calato tutto il primo step al 15 novembre", dice il dirigente generale dell'assessorato alla Sanità. Nel corso delle ore precedenti, infatti, il premier Giuseppe Conte aveva firmato il nuovo Dpcm e si stavano preparando delle nuove misure restrittive. "Non sento ca**i, perché oggi faranno le valutazioni e in funzione dei posti letto di terapia intensiva decideranno in quale fascia la Sicilia risiede". E ancora:"Non è accettabile che noi si subisca ulteriori restrizioni perché c'è resistenza da parte di qualcuno ad aprire posti letto di Terapia intensiva o ordinari. Sono a casa da 3 settimane col Covid ed è da 3 settimane che vi prego di aprire posti. Appena stasera ci chiudono ovviamente l'assessore andrà a controllare chi ha calato su Gecos che cosa, e quello che non c'è su Gecos e su Cross relativamente al primo step del 15 novembre sarà responsabile di quello che subirà la Sicilia in termini di restrizioni. È una responsabilità che vi prego di non assumervi, quindi la cortesia è di calare tutto lo step previsto al 15 novembre già da stamattina su Gecos, che stasera si conteranno i morti e i feriti". L'audio, insomma, parla da solo.

Adesso gli interrogativi sono tanti."I siciliani hanno il diritto di sapere quanti sono i posti letto realmente disponibili nelle strutture sanitarie dell'isola. Alle ricognizioni effettuate dai sindacati, dalle quali emerge il sostanziale scostamento tra i posti indicati sulla carta e quelli realmente operativi si aggiunge oggi la notizia di pressanti e pesanti sollecitazioni dell'assessorato regionale verso le strutture sanitarie a 'caricare' i dati sui posti letto", attacca l'onorevole Claudio Fava, come riportato da "Il Giornale di Sicilia"."Che vuol dire? Che occorreva caricare sul sistema di tracciamento nazionale anche posti letto che non esistono? Che bisognava dare per operativi anche quelli ancora sforniti del personale medico necessario ad una terapia intensiva? Stiamo alterando la realtà per evitare di finire in zona rossa? E tutto questo sulla pelle dei siciliani?". Da qui l'urgente richiesta di un'ispezione da parte del ministero della Salute.

Questa mattina l'assessore regionale Ruggero Razza ha tentato di fornire delle spiegazioni: "Ho chiesto alla Società italiana di anestesia e rianimazione di certificare semplicemente la realtà, che ciò che è scritto sulle nostre piattaforme è vero ed è in linea con i parametri ministeriali. Se poi il direttore generale del mio assessorato, in maniera un po' forte, ha richiamato tutti alle proprie responsabilità, io penso che abbia fatto il suo dovere". Lo stesso Mario La Rocca ha affermato che"tutti i dati caricati sulla piattaforma Gecos della Regione siciliana sono veritieri, tutti i posti disponibili. Una diversa azione costituirebbe reato. Vadano i Nas a controllare ovunque anche oggi".

Ma la compagine grillina, già in tribolazione per le uscite di Nicola Morra, chiede a gran voce le dimissioni di Razza e La Rocca, mentre i rappresentanti del Pd invocano accertamenti immediati. Accertamenti che arriveranno presto, considerate le parole di Francesco Boccia. "Serve immediata chiarezza. È intollerabile provare ad aggirare i parametri sul monitoraggio dei dati Covid", ha infatti dichiarato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, come riferito dal "Giornale di Sicilia". "La differenziazione in zone non è una punizione o una pagella, ma un’assunzione comune di responsabilità".

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Commenti

Helter_Skelter

Dom, 22/11/2020 - 10:27

Non c'è da stupirsi. Chi sa in quante altre regioni succedono cose simili. È dall'inizio pandemia che le regioni di centrodestra remano contro.