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Auto e coltellate, tattica jihadista. E ora indaga l'antiterrorismo

L'investimento e poi i fendenti ai passanti: "Fa pensare a quel modus operandi". La strategia dei "mille tagli". L'azione a poca distanza dalla sinagoga della città

Auto e coltellate, tattica jihadista. E ora indaga l'antiterrorismo
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"Non era un soggetto attenzionato. Sembra che non sia mai entrato nei nostri coni di osservazione su sospette minacce terroristiche" trapela dagli apparati di sicurezza, che seguono la tragedia di Modena. L'italiano di origini marocchina, Salim Elkoudri, è uno stragista ubriaco, drogato, affetto da turbe psichiche o un attentatore vero e proprio? Ieri sera dal Viminale trapelava "che è ancora presto per dirlo. Al momento si sta svolgendo una perquisizione, ma potrebbe trattarsi di un caso psichiatrico". Gli addetti ai lavori dell'antiterrorismo fanno notare che "l'uso del coltello fra i passanti dopo essere piombato sulla folla con l'auto fa pensare ad un certo modus operandi, ma non abbiamo al momento una risposta certa". Il riferimento è alla tattica jihadista dei "mille tagli" annunciata la prima volta nel 2014 dal portavoce dell'Isis, Abu Mohammed al Adnani. Colpire con qualsiasi mezzo a disposizione, comprese macchine ariete o un coltello da cucina, ma non esplosivi e armi da fuoco. Verso sera viene confermato al Giornale che "non sta emergendo un processo di radicalizzazione o collegamenti con realtà eversive, ma piuttosto l'instabilità mentale". Le indagini su Modena sono state affidate all'antiterrorismo della Direzione distrettuale antimafia di Bologna. Rispetto alla zona dell'attentato, la sinagoga di Modena dista un solo minuto. La Digos è piombata subito a casa dell'italiano di origine marocchina, che ha seminato morte e terrore a Modena. "La perquisizione punta a cercare gli elementi scatenanti e dovranno venire analizzati a fondo eventuali computer e altri dispositivi elettronici per capire qual è il movente" sottolinea una delle fonti del Giornale. Anche un pazzo può venire attirato dall'effetto emulazione, dopo aver navigato in internet dove si trovano gli ammiratori dei veri attentatori jihadisti. A Berlino nel 2016, Anis Amri, piombò con un camion sul mercatino di Natale ammazzando 13 persone. Poi scappò in Italia, dove era arrivato su un barcone, e venne ucciso dalla polizia a Sesto San Giovanni. Altri attentati dei mille tagli hanno colpito il lungomare di Nizza sempre nel 2016, Londra l'anno dopo e anche Barcellona. Altrettanti, però, sono i casi che sembravano attacchi terroristici, ma in realtà erano l'atto omicida di una mente malata o di un ubriaco, come la macchina piombata fra la folla a New York, a Times square, nel 2017, che all'inizio fece pensare ad un attentato.

Il campanello d'allarme è suonato con la riedizione, lo scorso anno, della tattica dei mille tagli sulla rivista on line Al Naba, dello Stato islamico, come reazione alla guerra a Gaza. "Colpite ovunque gli ebrei e i cristiani, uccideteli con ogni mezzo: in macchina con un coltello, con un'arma da fuoco o appiccando un incendio" è l'appello di quello che resta dell'Isis. Stragista folle e ubriaco, drogato o influenzato dalla guerra santa, Elkoudri, è riuscito a falciare senza pietà i passanti a Modena. Per questo motivo, dopo gli attacchi del terrore di Parigi nel 2014, il Viminale ha messo in piedi le Unità operative di primo intervento, delle squadre combat presso le Questure per intervenire immediatamente. A Modena tutto si è svolto troppo in fretta, ma le Uopi sono composte da agenti al di sotto dei 45 anni formati dai Nocs, i corpi speciali della polizia. Le squadre hanno in dotazione armi da teste di cuoio, scudi balistici, elmetti e macchine blindate per il pronto intervento.

La prevenzione si basa sullo scandagliare la rete e anche il dark web alla ricerca di contatti sospetti, letture pericolose di proclami terroristici o manuali su come fare del male. Oltre ad informatori nel mondo musulmano o nelle realtà antagoniste e allo scambio di informazioni con gli apparati antiterrorismo alleati e non solo. Lo stragista di Modena, però, non era mai incappato nella rete di controllo preventivo.

Gli investigatori e gli inquirenti dovranno sciogliere l'intricato nodo del movente. Se abbiamo a che fare solo con un folle o se la sua probabile instabilità mentale sia stata "attivata", fino alla strage, da qualche sirena estremista o di altra matrice, compresa una fallita integrazione.

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