Donald Trump attacca nuovamente gli alleati della Nato per lo scarso supporto nella guerra contro l'Iran. Mentre emerge che l'Italia ha negato agli Usa l'uso della base di Sigonella, il presidente americano torna ad esprimere la sua frustrazione: "A tutti quei Paesi che non possono ottenere carburante per gli aerei a causa dello Stretto di Hormuz, come il Regno Unito, che si è rifiutato di intervenire nella decapitazione dell'Iran, ho un suggerimento per voi: numero 1, comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza, e numero 2, fatevi coraggio, andate allo Stretto e prendetevelo e basta", scrive su Truth. "L'Iran è stato, in sostanza, decimato. La parte difficile è fatta. Ora andate a procurarvi il petrolio da soli - prosegue - Dovrete iniziare a imparare a difendervi da soli, gli Usa non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non siete stati lì per noi". Quindi il tycoon si rivolge alla Francia, che "non ha permesso ad aerei diretti in Israele, carichi di rifornimenti militari, di sorvolare il suo territorio. È stata molto poco collaborativa, ce ne ricorderemo". In realtà una fonte militare di Parigi ha smentito le affermazioni del comandante in capo, spiegando che non hanno vietato il sorvolo agli aerei militari Usa e "le condizioni restano le stesse: solo gli aerei di trasporto logistico possono atterrare nelle basi di Istres e Avord". La Francia ha infatti consentito l'uso delle proprie basi per operazioni quali il rifornimento in volo, ma lo ha negato ai velivoli coinvolti in attacchi. Non è quindi chiaro se Trump si riferisse a un incidente specifico o se si stesse invece confondendo con la Spagna.
Il capo del Pentagono Pete Hegseth, da parte sua, sostiene che "non siamo solo noi a essere coinvolti, gli altri Paesi dovrebbero prestare attenzione quando parla il presidente, il quale sta facendo notare che forse fareste bene a iniziare a imparare a combattere per conto vostro. Non basta esporre delle bandiere, occorrono formazioni militari".
The Donald, intanto, ripete che la guerra In Iran è due settimane in anticipo sulla tabella di marcia e non deve accadere molto altro per dichiarare la vittoria. Stando alle fonti citate dal Wall Street Journal, Trump ha detto ai suoi consiglieri di essere pronto a mettere fine all'operazione militare anche se lo Stretto di Hormuz dovesse restare in gran parte chiuso. Questo dopo aver stabilito che la missione per sbloccare la cruciale rotta marittima avrebbe spinto il conflitto oltre la tempistica delle 4-6 settimane stabilite. L'inquilino della Casa Bianca vorrebbe che gli Stati Uniti si concentrassero sul raggiungimento dei loro obiettivi, ovvero neutralizzare la marina iraniana e i suoi arsenali missilistici, per mettere fine alla guerra esercitando allo stesso tempo pressione su Teheran affinché ripristini il flusso dei liberi scambi. Se questo approccio non dovesse riuscire, Washington sarebbe pronta a sollecitare gli alleati in Europa e nel Golfo ad assumere la guida delle operazioni per la riapertura dello Stretto.
Nel frattempo, la numero uno della Bce Christine Lagarde ha messo in discussione l'ottimismo del segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ulla brevità delle ricadute economiche del conflitto. Nei colloqui in videoconferenza del G7, Lagarde ha fatto notare che gli effetti si faranno sentire per lungo tempo, data l'enorme entità delle distruzioni già avvenute.