Donald Trump dà il via a una nuova iniziativa volta a ripristinare la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Si chiama "Project Freedom", e il presidente la definisce un "gesto umanitario" e un atto di "buona volontà" nei confronti dei marinai rimasti intrappolati a causa della chiusura della cruciale rotta marittima. L'US Central Command (Centcom) specifica che l'operazione - partita ieri mattina - vedrà il coinvolgimento di cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 velivoli e 15.000 soldati. "Molte di queste navi stanno esaurendo le scorte di cibo e di tutti gli altri beni essenziali per garantire agli equipaggi una permanenza a bordo in condizioni di salute e igiene adeguate", spiega l'inquilino della Casa Bianca, riferendo come "Paesi di tutto il mondo, che non sono in alcun modo coinvolti nel conflitto in Iran, hanno chiesto agli Usa di aiutarli a liberare le loro imbarcazioni, rimaste bloccate nello Stretto a causa di una vicenda con la quale non hanno assolutamente nulla a che fare". "Ho incaricato i miei rappresentanti di informare questi Paesi che faremo tutto il possibile per mettere in salvo le loro navi e i loro equipaggi fuori dallo Stretto", prosegue il tycoon su Truth, avvertendo che se tale operazione sarà ostacolata dalla Repubblica islamica, "dovrà purtroppo essere affrontata con la forza". E a Fox ribadisce che l'Iran verrà spazzato via se attaccherà le navi statunitensi. Mentre in serata Centcom ha fatto sapere di aver aperto un "corridoio libero nello Stretto. "Qualsiasi intervento americano all'interno del nuovo regime marittimo dello Stretto di Hormuz sarà considerato una violazione del cessate il fuoco", replica Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, in un post su X. Trump, invece, elogia le discussioni "molto positive" intrattenute con Teheran grazie alla mediazione del Pakistan, che "potrebbero portare a esiti estremamente positivi per tutti". Ma allo stesso tempo il comandante in capo ripete il mantra che la Marina, l'Aeronautica e la difesa aerea di Teheran sono state "distrutte", mentre quelle degli Stati Uniti sono "operative al 100%".
E secondo quanto fa sapere un alto funzionario Usa ad Axios, The Donald è stufo della situazione di stallo, e con l'operazione "Project Freedom" punta a fare pressione per un accordo, altrimenti ci sarà di nuovo guerra. "Il presidente vuole agire. Non vuole restare con le mani in mano. Vuole fare pressione. Vuole un'intesa - spiega - Ci sono colloqui. Ci sono offerte. Le loro non ci piacciono, le nostre non piacciono a loro. Non conosciamo ancora la situazione del leader supremo. E stanno portando messaggi a mano nelle grotte o ovunque lui o chiunque altro si nasconda. Questo rallenta il processo". L'inviato Usa Steve Witkoff ha consigliato a Trump di proseguire le trattative e gli ha presentato una valutazione ottimistica sulle probabilità di raggiungere un accordo, ma altri alti funzionari sono molto più pessimisti. "Stiamo esaminando i contorni concreti di un accordo realizzabile a breve, oppure li farà saltare in aria completamente", dice. Il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, parlando con Fox assicura da parte sua che "abbiamo il pieno controllo" di Hormuz, lo "stiamo aprendo", mentre l'economia iraniana è in "caduta libera". "Ora sarebbe un buon momento per i partner internazionali per farsi avanti ed esercitare pressione sull'Iran", sottolinea, esortando la Cina ad aiutare gli sforzi americani per riaprire Hormuz: "Vediamo se Pechino si farà avanti con la diplomazia, se riuscirà a convincere gli iraniani". A chi gli chiede se l'Iran potrebbe complicare il viaggio di Trump, risponde che "sarà l'occasione per il presidente e Xi Jinping di scambiarsi il loro punto di vista di persona".
Colpi di pistola in serata a Washington non lontano da Capitol Hill. Secondo quanto riferito dal Secret Service la polizia ha aperto il fuoco contro una persona. Le ragioni della sparatoria, però, non sono ancora chiare.